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La Bce taglia i tassi dello 0,5%

La Bce ha tagliato i tassi d'interesse dello 0,50%, portando il tasso di rifinanziamento all'1,5%, nuovo minimo storico. Lo ha deciso il Consiglio direttivo dell'istituto centrale a Francoforte. La decisione era ampiamente attesa dal mercato.

La Bce ha tagliato i tassi d’interesse dello 0,50%, portando il tasso di rifinanziamento all’1,5%, nuovo minimo storico. Lo ha deciso il Consiglio direttivo dell’istituto centrale a Francoforte. La decisione era ampiamente attesa dal mercato. La Banca centrale ha tagliato di mezzo punto anche il tasso sui depositi, portandolo dall’1% allo 0,5%, e quello marginale, portandolo dal 3% al 2,5%. Il taglio deciso oggi porta il costo del denaro al minimo storico da quando la Bce ha iniziato a gestire la politica monetaria nel 1999. Il differenziale tra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell’eurozona si attesta sull’1,5%, tenuto conto che la Fed ha praticamente azzerato il tasso sul Fed Funds, fissando un range compreso tra zero e 0,25%.

BANK OF ENGLAND– Prima della mossa della Bce c’era stato un nuovo taglio dei tassi di interesse anche da parte della Banca d’Inghilterra, di mezzo punto, per cui per la sterlina scendono allo 0,5 per cento, il nuovo minimo mai segnato nei 315 anni di storia di questa istituzione monetaria. Contestualmente, con un comunicato la Bank of England ha annunciato il lancio di un piano di acquisti di vari tipi di titoli, anche privati, da 75 miliardi di sterline, oltre 84 miliardi di euro, che verrà finanziato mediante l’aumento delle sue riserve.

TRICHET – Nella conferenza stampa post-taglio dei tassi, Jean-Claude Trichet ha detto che «l’economia dell’Eurozona inizierà una graduale ripresa nel 2010». Secondo il presidente della Bce, l’inflazione nell’anno in corso scenderà ben al di sotto del 2% raggiungendo i minimi in estate. Gli economisti della Bce hanno anche tagliato le stime per il prodotto interno lordo dei sedici Paesi dell’euro: per il 2009 si aspettano un tasso compreso fra -3,2% e -2,2%, per il 2010 fra -0,7% e +0,7%. Le proiezioni di tre mesi fa indicavano per il Pil 2009 una forchetta compresa fra -1% e 0%, e per il 2010 compresa fra +0,5% e +1,5%.
Il livello raggiunto oggi dai tassi di Eurolandia, all’1,5%, non è una soglia minima ha poi aggiunto Trichet, secondo cui «non è deciso a priori che l’attuale livello dei tassi sia il minimo che possiamo permetterci».

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