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Fmi: “La più forte contrazione dal dopoguerra”

Il prodotto interno lordo mondiale registrerà una contrazione quest'anno "per la prima volta in 60 anni", con un calo compreso "tra lo 0,5 e l'1,5%". Una "ripresa graduale" tra l'1 e il 2% è prevista per il 2010.
E' quanto si legge nel documento del Fondo Monetario Internazionale, consegnato ai paesi del G20, la cui ufficializzazione reca la data del 18 marzo, anticipato dall'Ansa. Secondo l'Fmi, le economie avanzate registreranno quest'anno una "profonda recessione" con "la più forte contrazione dal dopoguerra".

Il prodotto interno lordo mondiale registrerà una contrazione quest’anno “per la prima volta in 60 anni”, con un calo compreso “tra lo 0,5 e l’1,5%”. Una “ripresa graduale” tra l’1 e il 2% è prevista per il 2010.
E’ quanto si legge nel documento del Fondo Monetario Internazionale, consegnato ai paesi del G20, la cui ufficializzazione reca la data del 18 marzo, anticipato dall’Ansa. Secondo l’Fmi, le economie avanzate registreranno quest’anno una “profonda recessione” con “la più forte contrazione dal dopoguerra”.

Secondo il Fondo “per mitigare il rischio dell’intensificarsi della crisi, i paesi del G20 dovrebbero adottare azioni immediate per contenere l’ulteriore deterioramento del settore bancario”. Gli economisti di Washington avvertono che “c’è ancora bisogno di misure per avviare il processo di ristrutturazione del sistema bancario per evitare un rallentamento economico ancora peggiore. Se i bilanci bancari non verranno ripuliti velocemente e le banche ristrutturate si possono facilmente prevedere evoluzioni ancora più serie”.

In particolare, fa notare il Fmi, “la maggior parte dei programmi nazionali non contiene valutazioni sistematiche sulla solvibilità delle banche o su un piano di ristrutturazione. Un tale giudizio – sottolinea – includerebbe una valutazione delle perdite delle banche e necessiterebbe anche di un piano di ristrutturazione concordato che permetta agli istituti di credito di tornare al profitto”.

Il Fondo punta infatti il dito sul fatto che nelle economie avanzate sono stati fatti finora “progressi limitati” nel valutare gli asset tossici e “l’incertezza relativa alla solvibilità delle banche resta elevata e impedisce il ripristino della fiducia nei mercati”.

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