Turrà (Federlavoro): politiche attive e incentivi alle imprese per il rilancio dell’occupazione
19 ottobre 2018
Caputo, più che di “pace fiscale” sembra cappio al collo dei contribuenti
21 ottobre 2018
Mostra tutto

“Occorre combattere concretamente le truffe assicurative”

 

Lo ha detto Antonio Coviello, professore di Marketing Assicurativo nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e ricercatore del Cnr-Iriss, esperto in materia

 

NAPOLI – “Nonostante negli ultimi anni le inchieste giudiziarie si siano moltiplicate e molte attività appaiono realizzate per contrastare il fenomeno, quasi tutto è rimasto uguale a 20 anni fa quando scrivemmo il libro ‘Truffa in nome della legge’, il questore Maurizio Vallone ed io, su tale emergenza economico-sociale. Se si vogliono davvero ridurre i premi Rca, tra i più cari d’Europa in alcune aree del Paese, bisogna combattere realmente i fenomeni truffaldini ed rendere più efficiente l’intero sistema risarcitorio, ormai obsoleto”. È quanto afferma Antonio Coviello, professore di Marketing Assicurativo nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e ricercatore del Cnr-Iriss, esperto in materia, commentando i dati ufficiali dell’IVASS sul fenomeno e in seguito all’inchiesta sulla truffe a danno di compagnie assicurative, con circa 2800 falsi sinistri stradali smascherati.

   “I dati dell’IVASS non lasciano dubbi: il numero totale di sinistri denunciati nel 2016 è aumentato a 2.844.383 (+2% su scala nazionale rispetto al 2015). Di questi, nel 2016 sono stati identificati a rischio frode 668.341 sinistri, in aumento rispetto al 2015 di 70.484 unità (+12%). I sinistri oggetto di specifica istruttoria per profili di possibile fraudolenza sono stati 339.550 (+14%). I sinistri posti ‘senza seguito’ per attività antifrode hanno raggiunto le 50.757 unità, con una percentuale in aumento rispetto ai dati 2015 di quasi il 18%. Nel Sud 2.281 sinistri oggetto di denuncia/querela, di cui in Campania 1.516. Troppo poco rispetto al fenomeno registrato”, spiega l’esperto.

   “Ma quella rappresentata è solo la punta dell’iceberg – spiega Coviello – alla fine del 2017 l’importo a riserva per le cause civili di primo grado è pari a 5,2 miliardi di euro, di cui il 47% è riferito a cause relative a sinistri con anno di accadimento ultraquinquennale. Tenuto conto che l’ammontare complessivo dei risparmi ottenuti dalle sventate frodi nell’esercizio 2017, è pari ad un importo di 246,8 milioni di euro (solo l’1,9% sui premi raccolti), se solo si riuscisse a migliorare questo vitale dato, le compagnie risparmierebbero ulteriori centinaia di milioni di euro, a vantaggio della costruzione della tariffa RCA e conseguente riduzione dei premi assicurativi”.

   Andando ad analizzare i sinistri per i quali è stata presentata denuncia o querela da parte delle imprese, nel 2016 per tale fattispecie sono stati enumerati 4.578 casi. Rispetto al 2015, in cui erano stati 6.172, si registra una riduzione del -26%.

   “Complessivamente i procedimenti penali avviati dalle imprese tra il 2012 e il 2016 sono 17.513, di cui pervenuti a esiti conclusivi il 20%. E questo dato non appare confortante”, sottolinea l’esperto. “Alcuni di questi strumenti, quali l’Archivio Integrato Antifrode dell’IVASS, sono stati creati e attivati solo da poco tempo, ma alcuni dati ufficiali lasciano perplessi sul reale impegno a contrastare il fenomeno truffaldino: sono state avviate dall’istituto di vigilanza 105 procedure sanzionatorie, di cui 44 nei confronti di imprese che non alimentano correttamente la Banca Dati Sinistri e 61 relative all’alimentazione tardiva della Banca dati degli Attestati di Rischio” conclude Coviello.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *