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Torino-Lione, i bandi tra 6 settimane

Grandi opere, primi passi avanti, forse decisivi, per la Torino-Lione. Sembra sbloccarsi definitivamente la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocita' Torino-Lione. Pensata 19 anni fa, l'opera ha ricevuto un nuovo impulso dall'annuncio effettuato dal presidente francese, Nicolais Sarkozy, nel corso del vertice Italia-Francia. Il presidente francese ha infatti dichiarato che i bandi di gara del Frejus saranno pronti tra 6 settimane.

Grandi opere, primi passi avanti, forse decisivi, per la Torino-Lione. Sembra sbloccarsi definitivamente la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocita’ Torino-Lione. Pensata 19 anni fa, l’opera ha ricevuto un nuovo impulso dall’annuncio effettuato dal presidente francese, Nicolais Sarkozy, nel corso del vertice Italia-Francia. Il presidente francese ha infatti dichiarato che i bandi di gara del Frejus saranno pronti tra 6 settimane.

L’idea di un collegamento ferroviario tra l’Italia alla Francia risale al giugno del 1990, quando, durante il summit di Nizza i governi sottolineano l’interesse ad attuare un’opera del genere. Nel dicembre dello stesso anno, la Comunita’ europea attua una risoluzione in cui veniva indicato l’obiettivo di realizzare la rete entro il 2010. Al vertice italo-francese del 1991 di Viterbo, i due paesi incaricano le rispettive societa’ ferroviarie di avviare uno studio di fattibilita’ sull’opera. Al successivo vertice Italia-Francia, svoltosi a Roma, nel novembre del 1993, i due governi firmano un accordo per la realizzazione di uno studio di prefattibilita’. Nel 1994, il vertice comunitario di Essen ribadisce l’interesse per la Torino-Lione, inserendola tra i 14 progetti prioritari, da finanziare attraverso la Bei. Nel marzo del 1995 prende vita il Comitato di coordinamento tra gli Enti territoriali della Val di Susa, la regione Piemonte, la provincia di Torino, il comune di Torino e le Ferrovie dello Stato. Nell’ottobre del 1996, il vertice italo-francese di Chambery riconferma la centralita’ dell’opera con un programma triennale di studi da circa 105 miliardi delle vecchie lire. Il 1999 e’ un anno cruciale per la realizzazione dell’opera. Nell’aprile di quell’anno, dopo l’incidente automobilistico nel tunnel del Monte Bianco, l’allora presidente francese, Jacques Chirac, rilancia nuovamente la linea ferroviaria Torino-Lione. Nel mese di maggio la Francia quasi 10 milioni di euro per studi complementari e la costruzione del raccordo con Chambery e il collegamento con Grenoble. Durante lo stesso mese, l’allora ministro dei Trasporti francese lancia l’idea di un prestito internazionale, mentre a luglio la commissione intergovernativa fissa al vertice italo-francese del 2000 il termine per la realizzazione degli studi e progetti per la Torino-Lione. Nel gennaio del 2001, al vertice di Torino i ministri dei Trasporti italiano e francese firmano un accordo internazionale che prevede, tra le altre cose, che il tracciato sia diviso in tre parti: la parte francese, la parte comune italo-francese e quella di competenza esclusiva dell’Italia. Nel novembre dello stesso mese, i ministri dei due paesi stabiliscono l’accelerazione dei tempi di costruzione della linea, fissandola per il 2012. Nel dicembre del 2003, il Consiglio europeo elabora la lista dei 30 progetti infrastrutturali europei, in cui la linea Torino-Lione rientra nella parte delle opera da realizzare prima, entro i prossimi tre anni. Nell’aprile del 2002, Rfi presenta il tracciato per la parte della linea di competenza dell’Italia e iniziano le consultazioni con gli Enti locali. Nel marzo del 2004, Rfi presenta il progetto preliminare. Inizia un lungo braccio di ferro sul tracciato, in particolare sui lavori di sondaggio a Venaus. Nell’agosto del 2005, il Cipe approva il progetto preliminare per un costo di oltre 2,3 miliardi di euro. Viene istituito anche una Commissione tecnica con il compito di superare le tensioni sul tracciato generate con gli enti locali. Dopo mesi di tensioni, in particolare nella Val di Susa, nel marzo del 2006 viene creato l’Osservatorio tecnico composto da rappresentanti degli enti locali e del governo per trovare un accordo sul tracciato. Nel giugno del 2006, il governo Prodi riafferma la priorita’ dell’opera e viene indetto un Tavolo politico a Palazzo Chigi. La prima riunione del Tavolo politico si tiene a fine giugno 2006 stabilisce che il Corridoio 5 passera’ sotto le Alpi, mentre il tracciato verra’ realizzato in stretto rapporto tra Osservatorio e lo stesso Tavolo politico. Nel novembre del 2006 torna a riunirsi il Tavolo politico nel quale di stabilisce, tra le altra cose, che entro l’aprile del 2007 venga realizzato lo studio di impatto ambientale. Nel dicembre dello stesso anno, si riunisce per la prima volta l’Osservatorio presieduto da Mario Virano. Alla fine del mese, si tiene invece a Parigi la conferenza intergovernativa sull’Alta capacita’ in cui si annuncia che Francia e Italia hanno chiesto una sovvenzione di un miliardo di euro sul periodo 2007-2013. A luglio del 2007, l’annuncio che la tratta internazionale Torino-Lione e’ stata inserita tra i progetti di co-finanziamento europei: Italia e Francia avanzano richiesta di un contributo complessiva di 725 milioni di euro, di cui 494 per la parte italiana e 231 per quella francese. L’ultimo Tavolo poslitico si e’ riunito il 13 febbario scorso, in cui si e’ preso atto del lavoro svolto dall’Osservatorio, esprimendo un giudizio positivo. L’Osservatorio, entro giugno prossimo, dovra’ completare un approfondimento sul nodo di Torino. 

Federica Daniele

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