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Petrolio, scontro Confcommercio-Bersani

Scontro sul petrolio. Confcommercio accusa il Governo di fare propaganda e di non rispondere alle istanze. ''La 'minaccia' di convocare i petrolieri per lo stacco con i prezzi industriali italiani rispetto a quelli europei e' un copione che il ministro Bersani ha gia' messo in scena altre volte'': questo il commento di Luca Squeri, presidente di FIGISC-Confcommercio, l'associazione di categoria dei gestori degli impianti di distribuzione carburanti, sulle dichiarazioni del ministro Bersani in merito ai della benzina.

Scontro sul petrolio. Confcommercio accusa il Governo di fare propaganda e di non rispondere alle istanze. ”La ‘minaccia’ di convocare i petrolieri per lo stacco con i prezzi industriali italiani rispetto a quelli europei e’ un copione che il ministro Bersani ha gia’ messo in scena altre volte”: questo il commento di Luca Squeri, presidente di FIGISC-Confcommercio, l’associazione di categoria dei gestori degli impianti di distribuzione carburanti, sulle dichiarazioni del ministro Bersani in merito ai della benzina.

”L’allarme sulla ‘forbice’ dei prezzi tra Italia ed Europa – prosegue Squeri – e’, peraltro, gia’ rientrato dall’ultima rilevazione: il divario di cinque centesimi della settimana scorsa si e’, infatti, ridotto a quattro, e questo rientra nella normale differenza strutturale; inoltre, lo stesso Ministro aveva spiegato che il gap si era ridotto negli scorsi mesi a due centesimi. E’ chiaro a questo punto che non si possono valutare le cose sulla base di episodici disallineamenti dei prezzi: per settimane il prezzo in Italia e’ stato contenuto sotto le dinamiche incrementali dei fondamentali internazionali. Invece, il Ministro ha ritenuto, sulla base del dato di 1 centesimo in piu’ rispetto alla situazione standard, di fare la sua nuova ‘passeggiata mediatica’. A questo proposito e’ opportuno evidenziare come le medie dei prezzi industriali europei – lo abbiamo ripetuto piu’ volte – sono fuorvianti: in Italia c’e’ il servizio degli addetti, cioe’ un valore aggiunto peraltro sconosciuto ad altre realta’ europee; inoltre, la capillarita’ della rete sul territorio e’ almeno tre volte superiore a quella di Paesi come la Francia, che hanno visto prevalere il modello della distribuzione carburanti presso la GDO”. ”Infine – conclude Squeri – il Ministro Bersani e’ evasivo anche sul tema del carico fiscale (il 65% del prezzo) e non e’ vero che l’Italia e’ in media con l’Unione Europea: pur non collocandosi con i Paesi a piu’ alta fiscalita’, infatti, le imposte sono nettamente superiori alla media. E sui prezzi si continua a parlare di fatti marginali, senza toccare la questione centrale, continuando a promettere ai consumatori mari e monti con l’ingresso della grande distribuzione, mentre gli esempi che abbiamo visto in questi tempi ci mostrano solo come si stiano ‘drogando’ artificiosamente i prezzi per farsi facile pubblicita”’. 

Federica Daniele

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