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Interrogazione parlamentare e riapertura del reparto di ‘Riabilitazione Neurologica’ nel Policlinico di Messina

Un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute, on. Giulia Grillo, primo firmatario il presidente della Commissione sanità, Pierpaolo Sileri (M5S),  di 18 senatori mette in evidenza le ‘insolite commistioni’ tra Università di Messina, Policlinico Gaetano Martino e un centro privato di riabilitazione che ufficialmente non è compreso né nella rete assistenziale privata né in quella pubblica della Regione Sicilia e che, a detta degli interroganti e a seguito di una denuncia sulla quale sta indagando la magistratura, avrebbe sottratto spazi e posti letto alla riabilitazione della struttura universitaria pubblica, penalizzando la carriera di docenti e dequalificando le attività formative.

Il 22 novembre 2017 è stata firmata – sostengono i senatori – una nuova convenzione per gli anni 2018-2022 tra Fondazione e Policlinico con entrata in vigore dall’1 gennaio 2018, nella quale, laddove si parla delle prestazioni di ricovero presso il centro Nemo Sud, sorprendentemente si fa riferimento a tariffe maggiorate che si riferiscono a soggetti mielolesi che rappresentano quadri morbosi del tutto diversi e per nulla assimilabili alle malattie neuromuscolari che vengono trattate presso il centro in questione”.

Gli interroganti auspicano l’esigenza di prendere provvedimenti al fine di ristabilire il rispetto delle norme di legge all’interno del Policlinico.

Il testo integrale dell’interrogazione parlamentare presentata il 3 aprile 2019 e indirizzata al Ministro della Salute e al Ministro per la Pubblica Amministrazione:

Sileri, Guidolin, Leone, Airola, Turco, Lanzi, Trentacoste, Angrisani, Donno, Pirro, Dessì , Castellone, Pisani Giuseppe, Romano, Matrisciano, Pesco, Gaudiano, Lannutti.

Ai Ministri della salute e per la pubblica amministrazione.

Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

nel luglio 2009, i vertici dell’azienda ospedaliera universitaria del policlinico “G. Martino” di Messina hanno provveduto ad azzerare i 18 posti letto della riabilitazione aziendale, disattendendo le indicazioni dell’Assessorato regionale per la salute che ne prevedevano, al contrario, un potenziamento;

non potendo contare sui rimborsi regionali previsti per i ricoveri riabilitativi, la riabilitazione aziendale ha così sofferto un consistente deficit annuale (fino a 900.000 euro annui), con conseguente penalizzazione del corretto percorso assistenziale dei pazienti con gravi disabilità, crollo del livello qualitativo del percorso formativo degli studenti e medici specializzandi, nonché vulnus alla professionalità accademica dei docenti afferenti al settore MED 34-medicina fisica e riabilitativa, fino a vedersi negare nel 2017 l’accreditamento della scuola di specializzazione da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

parallelamente, nel luglio 2011, per iniziativa del rettore dell’università degli studi di Messina dell’epoca, professor Francesco Tomasello, e del direttore dell’unità operativa complessa di neurologia e malattie neuromuscolari del policlinico, nonché direttore del dipartimento ad attività integrata (DAI) di neuroscienze, professor Giuseppe Vita, nasceva la fondazione “Aurora” onlus, con lo scopo di svolgere assistenza in favore di persone affette da malattie neuromuscolari, attraverso la creazione del centro clinico “Nemo Sud”, un centro privato di riabilitazione neurologica, che è stato allocato dentro il policlinico, malgrado l’azienda fosse già in possesso di tutte le risorse professionali per garantire le stesse prestazioni;

pertanto, mentre le strutture assistenziali della riabilitazione aziendale sono rimaste senza posti letto con tutte le conseguenze sopra esposte, il centro Nemo Sud si è visto attivare, con le deliberazioni n. 244 e n. 614 del 2013 del commissario straordinario Giuseppe Pecoraro, i ricoveri riabilitativi di codice 75 (neuroriabilitazione), codice allo stesso assegnato, nonché destinare alle sue attività gli spazi individuati presso il padiglione B, concessi alla fondazione Aurora onlus a titolo gratuito, per un periodo di 30 anni;

il centro, inoltre, ha incassato DRG riabilitativi senza avere in organico alcun medico specialista in medicina fisica e riabilitativa (medico fisiatra) o medico con anzianità di servizio in riabilitazione sostitutiva della specializzazione;

un centro privato di riabilitazione neurologica ha, dunque, sottratto spazi e posti letto alla riabilitazione aziendale e sottratto introiti alla stessa unità operativa aziendale di neurologia e malattie neuromuscolari;

l’incarico retribuito di direzione clinica di questo centro è stato sempre affidato, sin dall’apertura, ad un personale non in possesso dei requisiti previsti dalle norme sanitarie: prima due docenti universitari sprovvisti di specializzazione in medicina fisica e riabilitazione che risultavano anche incompatibili sulla base delle norme del pubblico impiego (decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, art. 53, comma 6; legge 30 dicembre 2010, n. 240, art. 6, comma 10) e del regolamento dell’università di Messina (decreto rettorale n. 1668 del 13 novembre 2006, art. 4, comma 1); in seguito un medico estraneo all’azienda universitaria di Messina che non possedeva i titoli sanitari per dirigere una struttura di riabilitazione neurologica (codice 75) quale è il centro Nemo Sud;

inoltre, con la deliberazione n. 1311 del 12 dicembre 2013 il commissario straordinario dottor Giuseppe Pecoraro ha assunto varie determinazioni, tra cui il demandare al professor Giuseppe Vita il controllo e la verifica delle attività sanitarie previste nel progetto, al fine di accertare la correttezza degli adempimenti convenuti. Secondo questo ultimo incarico, quindi, il professor Vita controllava i suoi sottoposti in qualità di direttore clinico del centro Nemo Sud, e a sua volta veniva controllato da sé stesso in qualità di direttore dell’unità operativa complessa, ruolo per il quale era soggetto ancora al controllo da parte di se stesso in qualità di direttore del DAI. Il dottor Giuseppe Pecoraro disponeva, inoltre, che le retribuzioni per le attività citate graveranno sul “fondo aziendale produttività 20 per cento a disposizione del Direttore Generale”;

il 22 novembre 2017 è stata firmata una nuova convenzione per gli anni 2018-2022 tra fondazione e policlinico con entrata in vigore dal 1° gennaio 2018, nella quale, laddove si parla di tariffe previste per le prestazioni di ricovero presso il centro Nemo Sud, sorprendentemente si fa riferimento a tariffe maggiorate che si riferiscono a soggetti mielolesi, che rappresentano quadri morbosi, del tutto diversi, e per nulla assimilabili alle malattie neuromuscolari che vengono trattate presso il centro;

viene da chiedersi non solo su quale base normativa si è provveduto al raddoppio dei posti letto, dei quali non c’è traccia né nella rete assistenziale regionale, né nel decreto assessoriale n. 629/2017 né nell’atto aziendale policlinico, ma anche quale provvedimento ufficiale dell’Assessorato regionale o della Giunta o del presidente della Regione abbia mai autorizzato la prima assegnazione di posti letto pubblici al centro privato Nemo Sud che ha segnato l’inizio della penalizzazione delle unità operative riabilitative aziendali,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto descritto;

se non sia imminente l’esigenza di prendere provvedimenti al fine di ristabilire il rispetto delle norme di legge all’interno del policlinico G. Martino di Messina.

I senatori partono da lontano perché l’obiettivo è proprio il prof. Vita, al quale sono stati assunti, proprio alla “Nemo Sud”, il figlio Gianluca (neurologo), e la nuora Letizia Bucalo, esperta in comunicazione, benché abbia una laurea in Giurisprudenza. Assunti senza una pubblica selezione dal momento che si tratta di una struttura privata che opera però con la partecipazione pubblica.

Il punto d’arrivo dei senatori Pentastellati punta alla verifica di una presunta parentopoli che si sarebbe – il condizionale è d’obbligo – sviluppata all’interno del Centro clinico privato.

La domanda d’obbligo ci fa chiedere perchè mai le strutture assistenziali della riabilitazione del Policlinico siano rimasti senza posti letto e gli spazi del Padiglione B, che dovevano andare proprio alla riabilitazione, siano andati in concessione alla ‘Nemo Sud’, un centro privato di riabilitazione neurologica privato. E come mai il centro ha incassato DRG riabilitativi senza avere in organico alcun medico specialista in medicina fisica e riabilitativa (medico fisiatra) o medico con anzianità di servizio in riabilitazione sostitutiva della specializzazione.

A questo punto è necessario fare un passo indietro ritornando al 5 settembre 2012, data dell’inaugurazione per il Centro Clinico ‘Nemo Sud’ struttura specializzata per il trattamento delle malattie neuromuscolari, che mira a  diventare un nuovo punto di riferimento per il Sud dell’Italia, sul modello collaudato del ‘Centro Nemo’, attivo già dal 2007 presso l’Ospedale Niguarda di Milano. Anche le Associazioni UILDM, AISLA e il Telethon compongono la Fondazione Aurora, che si occuperà della gestione

Ci fu il giorno precedente un incontro con il mondo dell’informazione moderato da Gigi Cartagenova.  Partecipavano  Massimo Russo, assessore regionale alla Salute della Sicilia,  Alberto Fontana, presidente nazionale della Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare),  Mario Melazzini, presidente nazionale dell’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica),  Francesco Tomasello, Magnifico Rettore dell’Università di Messina,  Giuseppe Pecoraro, direttore generale del Policlinico messinese,  Giuseppe Vita, direttore dell’Unità di Neurologia e Malattie Neuromuscolari del Policlinico stesso,  e  Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon. In video collegamento intervenne anche, da Maranello, il presidente di Telethon Luca Cordero di Montezemolo.

Il Centro Clinico ‘Nemo Sud’ diventa quindi una realtà, sul modello collaudato del ‘Centro Clinico Nemo’ (ove ‘Nemo’ sta per NEuroMuscular Omnicentre), attivo presso l’Ospedale Niguarda di Milano. A curarne la gestione sarà la Fondazione Aurora che vede tra i propri fondatori, oltre al Policlinico e all’Università di Messina, le Associazioni UILDM, AISLA e la Fondazione Telethon. Una cooperazione, questa, che vedrà presto anche il supporto dell’Associazione Famiglie SMA (Atrofia Muscolare Spinale). (C.N.)

Successivamente all’interrogazione presentata in Senato da 18 senatori si attiva l’on. le Matilde Siracusano che interviene in Aula per chiedere ai parlamentari di sottoscrivere l’appello al Ministro Grillo a sostegno di ‘Nemo  Sud’ ricevendo la sottoscrizione  dei diversi schieramenti politici. La Siracusano ringrazia i colleghi Prestigiacomo, Rosato, Mulè, Ravetto, Andrea Romano, Mor, Occhiuto, Bartolozzi, Cattaneo, Varchi, Tripodi, Spena, Marrocco, Conte, Rostan e tanti altri firmatari della sua iniziativa. In cima i messinesi Ella Bucalo Pietro Navarra e Nino Germanà.

‘Ieri sono intervenuta in Aula per chiedere ai parlamentari di sottoscrivere l’appello al Ministro Grillo a sostegno di Nemo Sud. La risposta è stata immediata. Per tale ragione, ringrazio tutti i colleghi dei diversi schieramenti politici che hanno sottoscritto il documento. In cima i messinesi Ella Bucalo Pietro Navarra e Nino Germanà. La politica si è unita per contrastare un attacco ignobile lanciato a danno di un’eccellenza sanitaria gestita da Fondazione Aurora Onlus, senza scopo di lucro, per volontà delle famiglie dei malati affetti da patologie neuro muscolari. Il Nemo Sud non è una clinica privata sostenuta dai “poteri forti”, come si interpreterebbe dalle parole di chi ha lanciato le accuse e che oggi si trova spiazzato da una netta presa di posizione dei parlamentari di tutti gli schieramenti politici. Ringrazio anche i colleghi: Prestigiacomo, Rosato, Mulè, Ravetto, Andrea Romano, Mor, Occhiuto, Bartolozzi, Cattaneo, Varchi, Tripodi, Spena, Marrocco, Conte, Rostan e tanti altri firmatari della mia iniziativa’, afferma l’on. Siracusano.

In realtà a ‘tutti’  sembra sfuggire che gli interroganti sottolineano in apertura che:

‘nel luglio 2009, i vertici dell’azienda ospedaliera universitaria del policlinico “G. Martino” di Messina hanno provveduto ad azzerare i 18 posti letto della riabilitazione aziendale, disattendendo le indicazioni dell’Assessorato regionale per la salute che ne prevedevano, al contrario, un potenziamento;

non potendo contare sui rimborsi regionali previsti per i ricoveri riabilitativi, la riabilitazione aziendale ha così sofferto un consistente deficit annuale (fino a 900.000 euro annui), con conseguente penalizzazione del corretto percorso assistenziale dei pazienti con gravi disabilità, crollo del livello qualitativo del percorso formativo degli studenti e medici specializzandi, nonché vulnus alla professionalità accademica dei docenti afferenti al settore MED 34-medicina fisica e riabilitativa, fino a vedersi negare nel 2017 l’accreditamento della scuola di specializzazione da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca…’

Solo come secondario aspetto viene sottolineato che:

un centro privato di riabilitazione che ufficialmente non è compreso né nella rete assistenziale privata né in quella pubblica della Regione Sicilia e che, a detta degli interroganti e a seguito di una denuncia sulla quale sta indagando la magistratura, avrebbe sottratto spazi e posti letto alla riabilitazione della struttura universitaria pubblica, penalizzando la carriera di docenti e dequalificando le attività formative.

presso il centro Nemo Sud, sorprendentemente si fa riferimento a tariffe maggiorate che si riferiscono a soggetti mielolesi che rappresentano quadri morbosi del tutto diversi e per nulla assimilabili alle malattie neuromuscolari che vengono trattate presso il centro in questione

il centro, inoltre, ha incassato DRG riabilitativi senza avere in organico alcun medico specialista in medicina fisica e riabilitativa (medico fisiatra) o medico con anzianità di servizio in riabilitazione sostitutiva della specializzazione;

un centro privato di riabilitazione neurologica ha, dunque, sottratto spazi e posti letto alla riabilitazione aziendale e sottratto introiti alla stessa unità operativa aziendale di neurologia e malattie neuromuscolari;

I senatori partono da lontano perché l’obiettivo è proprio il prof. Vita, al quale sono stati assunti, proprio alla “Nemo Sud”, il figlio Gianluca (neurologo), e la nuora Letizia Bucalo, esperta in comunicazione, benché abbia una laurea in Giurisprudenza. Assunti senza una pubblica selezione dal momento che si tratta di una struttura privata che opera però con la partecipazione pubblica.

Ovviamente non scriviamo per sollevare dubbi sulla validità professionale  del centro privato, così come l’attività del centro privato e i servizi offerti a pazienti affetti da malattie gravissime. Quello che si vuole evidenziare è  la logica clientelare, il familismo in odore di baronato, i danni inferti alla struttura pubblica, la mancata formazione dell’area riabilitativa aziendale.

Abbiamo raccolto la testimonianza di chi fu ricoverato al Policlinico di Messina per un aneurisma cerebrale, successivo ad emorragia subaracnoidea. Il signore, R. C. che si trovava a Taormina il 31 dicembre 2005, fu colpito da un forte malessere,  e chi lo accompagnava scoprì che non si rianimava, vomitava e bagnava il letto con  liquido urinario. Intervenne un medico che gli somministrò una fiala di Plasil. Continuava a stare male e fu chiesto all’ospedale di Taormina di intervenire. Il medico e l’infermiere capirono che si trattava di un aneurisma e lo portavano via in barella,  non disteso ma all’impiedi. Era i primo gennaio 2006. Fu trasferito al Policlinico di Messina e amici cari rintracciarono il Professore Francesco Tomasello Ordinario di neurochirurgica, neurochirurgo e Magnifico Rettore dell’Università di Messina.  A chi lo accompagnava in ospedale fece presente che si trovava di fronte ad un caso limite. L’intervento durò sette ore e si concluse con un felice esito grazie ad una placca di titanio inserita nella parte sinistra della testa. L’aneurisma colpì a sinistra e, ovviamente, portò danni alla parte destra del corpo del paziente, leggi braccio, mano e gamba. Il paziente restò venti giorni in coma farmacologico al reparto di riabilitazione neurologica. Solo dopo essere trasferito in corsia avvertì che mano e gamba si ritiravano.  Specifico che un aneurisma cerebrale si conclude il più delle volte con la morte,  o si assiste a una sopravvivenza, riportando gravissimi danni. Il paziente di cui parliamo fu trasferito nel reparto di riabilitazione neurologica del Professore Ordinario,  Roberto Dattola (nella foto a sinistra).

 Il reparto era con una unità operativa  afferente al Dipartimento di Neuroscienze. Erogava prestazioni di Riabilitazione intensiva, di Riabilitazione per gravi cerebrolesioni acquisite, di Rieducazione neuromotoria, di Rieducazione motoria, di Rieducazione logopedica e delle funzioni cognitive superiori. Facevano parte dell’equipe dell’unità operativa la  professoressa Alice Baradello (nella foto in basso a destra) e la dottoressa Adriana  Tisano. Il reparto era allocato al secondo piano del padiglione E. L’unità operativa era composta da due dirigenti aziendali, caposala, personale infermieristico, logopedista e altro. Il reparto era dotato di 18 posti letto. Sempre perfettamente in ordine, pulizia impeccabile, con la prof. Baradello che seguiva tutti i pazienti passo dopo passo. Il paziente che mi racconta questo la chiama ancora oggi ‘Il Colonnello Baradello’,  ricordando che non voleva assumere farmaci indispensabili e la Baradello aveva trovato il modo di farli assumere con un escamotage. Era vero perché una volta uscito e tornato nella sua città smise di assumerli. Risultato e conseguenza: crisi epilettiche secondarie. Fu visitato da un altro neurologo della sua città che vedendo la Tac affermò: ‘Lei non si rende conto di come stava, ora è all’impiedi, non ha difficoltà cognitive o altro, non le resta che ringraziare il Professore Francesco Tomasello e le persone che la hanno seguita successivamente all’intervento. Il paziente di cui scriviamo nella sua città d’origine proseguì  con un breve ricovero e sedute di fisioterapia. Parliamo del reparto di riabilitazione  neurologica che nel luglio del 2009 i vertici aziendali azzerarono,  con  i 18 posti letto.  Parliamo della Delibera del Commissario Straordinario n° 417 del 29/04/2009. L’azienda procedeva a effettuare un a prima rimodulazione dell’assetto organizzativo dell’A.O.U. con deliberazione che prevedeva nell’ambito del DAI di Medicine Specialistiche venisse attivata una U.O.C. di medicina fisica e Riabilitativa,  e Medicina dello Sport, dotata di 32 posti letto. Posti letto confermati nei successivi atti aziendali dell’AOU. Nel 2018 sembrava che si apriva uno spiraglio per la riapertura del reparto di riabilitazione neurologica. Il reparto doveva essere allocato al quinto piano del padiglione E, cosa non avvenuta perché era oggettivamente impossibile per mancanza di riferimenti tecnici indispensabili. Molti confidano,  e sperano,  che a seguito di questi nuovi eventi il Ministro della Sanità, Giulia Grillo, valuti con attenzione e diponibilità la riapertura del Reparto di Riabilitazione neurologica presso il Policlinico di Messina. Nessuno desidera che questo avvenga  ‘obtorto collo’,  ma che questo avvenga perché necessario alla struttura ospedaliera del Policlinico di Messina. Si resta in attesa dei commissari ministeriali  e l’intervento della Procura di Messina che allo stato attuale vaglia quanto emerso dall’interrogazione parlamentare.

Si resta in attesa dei commissari ministeriali e l’intervento della Procura di Messina che allo stato attuale vaglia quanto emerso dall’interrogazione parlamentare.

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