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Inflazione record al 2,4%. Pil 2010 in salita, +1,3%

Sempre in rialzo il prezzo della benzina (ansa)

E’ record per l’inflazione a febbraio: secondo i calcoli provvisori dell’Istat si è attestata al 2,4%, con una crescita dello 0,3% rispetto a gennaio. Si tratta di un nuovo record, visto che l’ultima volta che è stato toccato un livello più alto (2,7%) era nel novembre 2008. Sul dato hanno pesato gli aumenti dei beni alimentari e dei carburanti.

A FEBBRAIO BENZINA +11,8%, PANE +1,2% – Continuano a crescere i prezzi di beni primari come i carburanti e gli alimentari. In particolare, spiega l’Istat, il prezzo della benzina è aumentato a febbraio dello 0,8% su base mensile, con una crescita annua dell’11,8%. Sale anche il gasolio per riscaldamento (+1,8% su mese e +17,2% sull’anno). In forte crescita anche i prezzi dei beni alimentari: in particolare il pane aumenta dello 0,3% sul mese dell’1,2% sull’anno. Vola anche la frutta fresca, che in un mese è salita dell’1,8% e del 2,4% rispetto al febbraio 2010.

BALZO INFLAZIONE IN ITALIA, PESA CARO-GREGGIO – L’inflazione in Italia è destinata a salire più del previsto nel 2011, attestandosi – secondo le ultime stime della Commissione Ue – al 2,2%, in linea comunque con la media dell’Eurozona. E al di sotto della media Ue-27 salita al 2,5%. Per il nostro Paese – sottolinea Bruxelles – si tratta di un balzo di quattro punti rispetto alle precedenti previsioni, dovuto soprattutto – si spiega – all’ipotesi di un aumento del prezzo del petrolio nei prossimi mesi. Riviste al rialzo le previsioni di tutte le principali economie europee.

La ripresa in Europa guadagna terreno. La Commissione Ue ha infatti rivisto al rialzo le previsioni di crescita della Ue e dell’Eurozona, rispettivamente all’1,8% e all’1,6%. A trainare è la Germania (+2,4%), tornata ad essere la locomotiva del Vecchio Continente. Riviste al rialzo anche le previsioni di Francia (+1,7%), Olanda (+1,7%), Spagna (+0,7%) e Polonia (+4,1%). La previsione per l’Italia resta invece invariata all’1,1%, lo stesso livello del 2010, con Bruxelles che parla di “ripresa moderata” guidata sopratutto dalle esportazioni.

DISOCCUPAZIONE IN LIEVE FLESSIONE A GENNAIO 2011 – Lo scorso gennaio il tasso di disoccupazione nei 17 Paesi dell’Eurozona ha registrato una lieve flessione rispetto a dicembre 2010, passando dal 10 al 9,9%. Lo ha reso noto oggi Eurostat. Andamento analogo è stato registrato nel complesso dell’Ue, dove la disoccupazione è scesa dal 9,6 al 9,5%. Le stime dell’Istituto europeo di statistica indicano che nei 27 Paesi Ue i senza lavoro, lo scorso gennaio, erano poco più di 23 milioni, di cui 15,7 nei soli Paesi dell’Eurozona. Rispetto al mese precedente è stata registrata una flessione di 43.000 unità nell’Ue a 27, e di 72.000 unità nell’Ue a 17, mentre rispetto a un anno prima i disoccupati sono risultati essere 99.000 in più nell’insieme dell’Unione e sostanzialmente gli stessi nell’Eurozona.

UE-17: STIMA, INFLAZIONE SALE AL 2,4% A FEBBRAIO – Inflazione in crescita nell’Eurozona. Secondo la prima stima diffusa oggi da Eurostat, lo scorso febbraio l’indice che misura l’andamento dei prezzi al consumo nei Paesi che hanno adottato la moneta unica è salito a quota 2,4% contro il 2,3% di gennaio.

UE: ALLARME INFLAZIONE, SI RISCHIA EFFETTO NORD AFRICA – Scatta l’allarme inflazione in Europa. Le ultime previsioni della Commissione Ue indicano per il 2011 un balzo in avanti di quattro punti rispetto alle precedenti stime sia nell’Eurozona sia nella Ue-27, che chiuderanno l’anno rispettivamente al 2,2% e al 2,5%. Sul banco degli imputati soprattutto l’aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime. E Bruxelles parla apertamente dei rischi legati agli attuali sviluppi politici nel Nord Africa e in Medio Oriente.

PIL: +1,3% CRESCITA 2010 – Il 2010 si chiude con una crescita del pil dell’1,3%. Lo comunica l’Istat. Il dato è migliore di quanto previsto dal governo che nella decisione di finanza pubblica aveva indicato un +1,2%. Alla crescita hanno contribuito per 0,6 punti percentuali i consumi delle famiglie residenti, mentre la spesa della pubblica amministrazione ha segnato un -0,1 punti percentuali. In calo anche (0,4 punti) la domanda estera.

CONTI PUBBLICI: DEFICIT 2010 AL 4,6%
– Il rapporto deficit-pil si è attestato nel 2010 al 4,6%. Lo comunica l’Istat, che ha rivisto al rialzo il dato 2009 portando il deficit al 5,4%. Il miglioramento è dovuto a un aumento dello 0,9% delle entrate totali, e a un -0,5% per le uscite. Per quanto riguarda le entrate, si segnala un aumento del 5,1% in gran parte dovuto alla crescita del gettito Iva (hanno influito le norme per il contrasto dei crediti Iva inesistenti utilizzati in compensazione).

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