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Fiat-Chrysler, accordo raggiunto con i sindacati dell’auto Usa

Il sindacato Uaw (united autoworker) ha raggiunto un accordo con Fiat, Chrysler e il governo americano sulle concessioni alla più piccola delle case automobilistiche di Detroit per il taglio dei costi in base alle richieste dell'amministrazione Usa.

Il sindacato Uaw (united autoworker) ha raggiunto un accordo con Fiat, Chrysler e il governo americano sulle concessioni alla più piccola delle case automobilistiche di Detroit per il taglio dei costi in base alle richieste dell’amministrazione Usa.

IL COMUNICATO – L’accordo, come si legge nel comunicato, è definito dai sindacati «doloroso», ma «consente di sfruttare la seconda chance per la sopravvivenza di Chrysler». La rappresentanza sindacale si augura che gli sforzi richiesti agli attuali dipendenti e ai pensionati della casa automobilistica americana «facciano sì che anche gli altri protagonisti della trattativa si adoperino per una conclusione positiva» della vicenda. La ratifica dell’intesa dovrà avvenire entro il prossimo 29 aprile.

DETROIT – Ora Chrysler potrebbe farcela ad evitare il fallimento: ha superato due dei maggiori ostacoli alla sua sopravvivenza e all’accordo con Fiat. Ha raggiunto un’intesa di massima con il sindacato Uaw sul ridimensionamento di salari e benefit dei lavoratori Usa e ha ratificato quella stretta qualche giorno fa con i sindacati dei suoi stabilimenti canadesi. Ma per ottenere i sei miliardi di dollari promessi dal governo Usa, dopo i quattro già concessi, Chrysler deve perfezionare l’alleanza con Fiat e sciogliere il nodo del debito con banche ed hedge funds, titolari di 6,9 miliardi di dollari di crediti. I dettagli dell’accordo con Uaw saranno resi noti solo oggi, ma il potente sindacato dell’auto Usa ha annunciato che l’intesa è stata raggiunta con Chrysler, Fiat e con il Tesoro Usa. Questi significa che c’è la benedizione del governo e che la Fiat è stata coinvolta in maniera molto intensa nel negoziato ed è seriamente intenzionato a prendere una quota del 20% in quello Usa in cambio della sua tecnologia sulle auto di piccola cilindrata. E per due persone vicine ai negoziati alla firma dell’accordo con Fiat manca solo al sistemazione dei creditori.

IL SINDACATO – Uaw ha definito dolorose le concessioni fatte nel quadro dell’intesa con l’azienda, ma ha aggiunto che l’accordo approfitta della seconda possibilità offerta a Chrysler dall’amministrazione Obama. «L’accordo provvisorio raggiunto fornisce il quadro necessario a garantire la competitività della produzione e contribuisce a soddisfare i requisiti avanzati dal Tesoro» ha affermato in una nota il vice presidente Chrysler per le relazioni industriali Al Iacobelli. «Chrysler può perciò continuare a negoziare per la partnership con Fiat». Chrysler sopravvive grazie ai quattro miliardi concessi dal governo e potrebbe ricevere altri 500 milioni per tirare avanti fino a giovedì, giornata entro la quale dovrà produrre un piano di riassetto che soddisfi l’amministrazione Obama. Altrimenti il Tesoro chiuderà i rubinetti del credito e l’esito più probabile per la più piccola delle tre case di Detroit sarà la vendita fallimentare.

CASA BIANCA – Domenica il consigliere economico della Casa Bianca Larry Summers si è detto convinto che Chrysler possa evitare di portare i libri in tribunale. Tuttavia Tesoro, azienda e banche, le parti coinvolte nel negoziato sui termini dello scambio dei 6,9 miliardi di debiti, sembrano ancora distanti: il Tesoro dovrebbe presentare lunedì un’altra controfferta dopo quelle tutte bocciate dal pool di creditori. Il vice presidente di Uaw General Holliefield ha affermato che «gli iscritti e i pensionati del sindacato dovranno fare straordinari sacrifici per la sopravvivenza di Chrysler. Per garantire un futuro sostenibile alla società, tutti gli stakeholders dovranno mostrare la stessa volontà a contribuire al bene comune che è state dimostrata ripetutamente dai nostri iscritti». Il presidente di Canadian Auto Workers Ken Lewenza ha affermato che l’accordo raggiunto con i lavoratori canadesi rende il costo del lavoro competitivo rispetto a quello della Toyota canadese, non sindacalizzata. Consentirà a Chrysler di risparmiare circa 200 milioni di dollari l’anno, senza tagliare i salari base o le pensioni. 

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