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Farmacie, deciderà Bruxelles

I Movimento Nazionale Liberi Farmacisti registra con soddisfazione l'ordinanza con la quale il Consiglio di Stato ha richiesto il giudizio della Corte di Giustizia di Bruxelles sulle norme relative all'apertura delle farmacie.

I Movimento Nazionale Liberi Farmacisti registra con soddisfazione l’ordinanza con la quale il Consiglio di Stato ha richiesto il giudizio della Corte di Giustizia di Bruxelles sulle norme relative all’apertura delle farmacie.

E’ quanto si legge in una nota. Il provvedimento, depositato nei giorni scorsi presso la quinta Sezione – precisa il MNLF – investe in via pregiudiziale la Corte di Giustizia di Bruxelles per una causa che vede contrapposti un titolare di farmacia contro il proprio Comune e la regione Lombardia. L’azione legale era stata promossa dal farmacista che, proprietario dell’unica farmacia del comune, si opponeva all’apertura di una nuova sede farmaceutica autorizzata in deroga al principio della popolazione. L’importanza di tale rinvio risiede nel fatto che, per la prima volta, un massimo Collegio giurisdizionale, rimette alla Corte di Giustizia la materia sollevando la questione, non gia’ in termini di congruita’ con le norme UE della concorrenza, ma proprio con quelle riferite alla tutela della salute pubblica e dei diritti dei consumatori ( articoli 151,152,153 del trattato CE). Lo stesso tema, quello della salute pubblica, utilizzato costantemente dai titolari di farmacia per giustificare, invece, i privilegi e la propria riserva. Si legge nell’ordinanza che ”… il vincolo dei tremila metri per l’apertura di nuove sedi farmaceutiche e’ solo diretto a preservare la costanza degli utili di gestione, a prescindere dall’efficienza e dall’efficacia delle modalita’ con le quali il servizio viene reso” facendo proprie alcune argomentazioni piu’ volte evidenziate dall’Antitrust e costantemente ribadite dal MNLF. Tale nuovo orientamento della giurisprudenza italiana e’ l’ennesima riprova di quanto da anni il MNLF va sostenendo, suffragati da autorevoli istituzioni e dalle associazioni dei consumatori, circa l’inadeguatezza della legislazione farmaceutica italiana e dello strumento della pianta organica. Un sistema che tutela unicamente la redditivita’ delle farmacie esistenti, piuttosto che offrire pari opportunita’ di accesso a tutti i farmacisti, nonche’ un servizio piu’ capillare e professionalmente concorrenziale. La ”sproporzione”, termine usato dallo stesso Consiglio di Stato, tra le norme italiane in fatto d’apertura di nuove farmacie e l’obiettivo della tutela della salute pubblica e’ giustificato solo dall’interesse che, una legislazione autoreferenziale ha, di difendere gli interessi delle farmacie piuttosto che quelli dei cittadini, cittadini spesso costretti a spostamenti poco agevoli nella ricerca dei farmaci necessari alle proprie cure. Il MNLF – conclude la nota – intende sostenere i rilievi esposti dall’ordinanza del Consiglio di Stato ed e’ gia’ impegnato in un’opera di sensibilizzazione. 

Federica Daniele

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