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Crollo del Pil, -1% nel 2008

È il dato peggiore dal 1975. La fotografia scattata dall'Istat sullo stato della nostra economia è impietosa: nel 2008 il prodotto interno lordo è calato dell'1% rispetto all'anno precedente. Rivista la stima preliminare del -0,9%. Peggio andò solo 34 anni fa, quando la diminuzione del prodotto interno lordo fu del 2,1%. L'ultima stima ufficiale del governo, quella contenuta nell'aggiornamento del Programma di stabilità, attestava una diminuzione del Pil nel 2008 dello 0,6%. I dati finora disponibili per gli altri Paesi - aggiunge l'istituto di statistica - indicano per il Pil un aumento dell'1,3% in Germania, dell'1,1% negli Stati Uniti, dello 0,7% nel Regno Unito e in Francia, e una diminuzione dello 0,7% in Giappone.

È il dato peggiore dal 1975. La fotografia scattata dall’Istat sullo stato della nostra economia è impietosa: nel 2008 il prodotto interno lordo è calato dell’1% rispetto all’anno precedente. Rivista la stima preliminare del -0,9%. Peggio andò solo 34 anni fa, quando la diminuzione del prodotto interno lordo fu del 2,1%. L’ultima stima ufficiale del governo, quella contenuta nell’aggiornamento del Programma di stabilità, attestava una diminuzione del Pil nel 2008 dello 0,6%. I dati finora disponibili per gli altri Paesi – aggiunge l’istituto di statistica – indicano per il Pil un aumento dell’1,3% in Germania, dell’1,1% negli Stati Uniti, dello 0,7% nel Regno Unito e in Francia, e una diminuzione dello 0,7% in Giappone.
DEFICIT/PIL – Peggiora anche il rapporto deficit/pil: nel 2008 si è attestato al 2,7% rispetto al target del governo del 2,6%. Nel 2007 il deficit si era invece attestato all’1,5%. In valore assoluto l’indebitamento netto è aumentato di circa 18,7 miliardi di euro, attestandosi a 41,778 miliardi.

INFLAZIONE – Resta stabile l’andamento dell’inflazione a febbraio. Il mese scorso i prezzi al consumo sono aumentati dell’1,6% rispetto al febbraio del 2008, segnando la stessa crescita di gennaio (1,6%) e assestandosi così sui livelli di agosto 2007. Su base mensile, invece, c’è stato un incremento dello 0,2% (a gennaio c’è stato un -0,1%). Sull’aumento del costo della vita a febbraio, spiega l’Istat, ha inciso soprattutto la leggera accelerazione dei beni, che hanno segnato un +1,2% su base annua e un +0,3% sul mese precedente. I servizi invece rallentano, registrando un +2,2% tendenziale e un +0,2% congiunturale.

PAESI EURO – Nell’eurozona, invece, a febbraio l’inflazione è salita all’1,2%, rispetto all’1,1% registrato a gennaio. È quanto riferisce la stima flash di Eurostat, l’agenzia statistica comunitaria, sottolineando che negli ultimi due anni le sue previsioni si sono rivelate esatte diciassette volte, mentre in altri sette casi si sono discostate di 0,1 punti percentuali dal dato finale. Le statistiche definitive sull’inflazione di febbraio nell’Ue e nell’eurozona saranno pubblicate il 16 marzo.

SETTORI – Gli aumenti congiunturali più significativi (rispetto cioè al mese precedente) si sono verificati per i capitoli “Bevande alcoliche e tabacchi” (+1,2%), “Comunicazioni” (+1,0%) e “Ricreazione, spettacolo e cultura” (+0,6%); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli “Abbigliamento e calzature” e “Istruzione”. Una variazione negativa si è verificata nel capitolo “Trasporti” (-0,1%). Anche su base tendenziale, gli incrementi più elevati si sono registrati nei capitoli “Bevande alcoliche e tabacchi” (+4,4%), seguiti da “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (+3,8%) e “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+3,5%). Variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli “Comunicazioni” (-1,9%) e “Trasporti” (-1,7%).

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