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Clima: “Apporto fonti rinnovabili non significativo”

Si parla spesso del contributo che le fonti rinnovabili possono offrire al panorama climatico mondiale. A mitigare le attese è Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'ambiente.  ''Le Fonti rinnovabili possono giocare un ruolo importante. Tuttavia, considerato che si prevede un aumento dei consumi di energia in Europa nei prossimi 15-20 anni, il contributo delle fonti rinnovabili alla sicurezza energetica dell'Europa non potra' essere molto significativo''. 

Si parla spesso del contributo che le fonti rinnovabili possono offrire al panorama climatico mondiale. A mitigare le attese è Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’ambiente.  ”Le Fonti rinnovabili possono giocare un ruolo importante. Tuttavia, considerato che si prevede un aumento dei consumi di energia in Europa nei prossimi 15-20 anni, il contributo delle fonti rinnovabili alla sicurezza energetica dell’Europa non potra’ essere molto significativo”. 

”Se verranno rispettati gli impegni assunti nel Consiglio dei ministri dell’Unione europea del 2007, nel 2020 le fonti rinnovabili dovrebbero coprire il 20% della domanda. Ma questa – continua Clini – e’ una previsione ottimistica, al momento si presume che le fonti rinnovabili non possano coprire piu’ del 10-12% entro quella data, cioe’ entro il 2020. E percio’ questo vuol dire che c’e’ un 90% di energia che non e’ fonte rinnovabile, ora di questo 90% o 85%, volendo essere ottimisti, circa un 15% piu’ o meno potra’ essere rappresentato da fonti fossili, soprattutto carbone, che sono presenti in Europa e percio’ questo vuol dire che alla fine si prevede che nel 2020-25 l’Europa dipendera’ dai paesi terzi, cioe’ dai paesi non europei, per la fornitura di oltre il 70% della propria energia. C’e’ da dire pero’ che se verra’ rafforzata la produzione di energia nucleare, che gioca gia’ un ruolo importante in Francia, e poi ancora in Svezia, in Gran Bretagna, in Spagna e in Germania, probabilmente in Europa la dipendenza dall’estero per la fornitura di energia potrebbe ulteriormente ridursi, nel senso che l’energia nucleare potrebbe riuscire a coprire una quota abbastanza importante della domanda energetica interna e questo potrebbe avere un significato positivo per la sicurezza energetica’’. 

Federica Daniele

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