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Cgia: “Tante tasse, poco welfare”

Ad un esborso notevole dei contribuenti, denuncia la Cgia, non esiste un'adeguata corrispondenza nel sostegno alle famiglie bisognose, ai disabili, alla casa, ai minori in difficolta' e in generale a tutti coloro che dovrebbero essere sostenuti economicamente. ''Sono tante le tasse e poco il welfare''.

Ad un esborso notevole dei contribuenti, denuncia la Cgia, non esiste un’adeguata corrispondenza nel sostegno alle famiglie bisognose, ai disabili, alla casa, ai minori in difficolta’ e in generale a tutti coloro che dovrebbero essere sostenuti economicamente. ”Sono tante le tasse e poco il welfare”.

Il record negativo e’ italiano ma non c’e’ nulla da vantarsi. In Europa, l’Italia e’ il Paese piu’ tassato e contemporaneamente quello con la spesa sociale piu’ bassa.  Secondo i dati di una analisi condotta dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, infatti, rispetto all’incidenza della pressione tributaria (intesa come imposte, tasse e tributi) sul Pil dell’Unione europea pari a 26,7% e a una spesa sociale (al netto della spesa pensionistica e della disoccupazione) pari al 13,9%, in Italia si registra una pressione tributaria del 27,7% e una spesa sociale del 10, 4% sul Pil. Ma il confronto non e’ perdente solo con le medie dell’Unione europea. Scendendo nel dettaglio dei Paesi piu’ importanti dell’Ue la sconfitta sul binomio tasse/spesa sociale e’ netta. A cominciare dalla Francia dove sebbene registri una pressione tributaria sul Pil molto alta e pari al 27,3%, le distanze si allungano quando si osserva la spesa sociale che si attesta sul 16,3% del Pil. Lo stesso poi vale per la Germania: a fronte di una pressione tributaria del 22,2 % sul Pil, e quindi ben al di sotto di quella italiana (27,7%), i tedeschi si ritrovano una percentuale di spesa sociale pari al 14,9%. ”Ma c’e’ dell’altro – prosegue Bortolussi -. Spendiamo per il sociale meno degli altri ma lo facciamo anche male. Infatti, investiamo quasi due punti di Pil in meno della media europea, ma oltre il 60% del totale della spesa se ne va in pensioni contro una media europea del 45,5%. Questa sperequazione ci toglie la possibilita’ di destinare maggiori risorse alla famiglia, ai minori ai disabili e all’esclusione sociale.”. 

Federica Daniele

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