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Il Codice civile italiano, a distanza di 79 anni dalla sua entrata in vigore

Il giorno 21 aprile 1942 entra in vigore il Codice civile italiano. Si tratta della più importante fonte normativa sui rapporti del diritto privato.

L’unificazione legislativa dell’Italia (estesa alle province successivamente riunite al Regno) si compì con il decreto regio 2358/1865, che approvava e pubblicava il Codice civile. Il vecchio codice civile, entrato in vigore il 1° gennaio 1866, sostituì i codici civili dei vari Stati appartenenti all’Italia preunitaria, seguendo in molte parti il modello del code civil francese.

In seguito, vi furono apportate numerose modifiche, essendo stato assunto quale modello un codice, quello francese, del tutto inattuale rispetto alle rivoluzioni del tempo. Il processo di modifica proseguì finché venne riformato con r.d. n. 262/1942, che fissò l’entrata in vigore del nuovo Codice civile al 21 aprile 1942, sostituendo da questa data i libri separati del Codice stesso che erano stati singolarmente approvati.

Il nuovo Codice civile, che unificava il vecchio Codice civile e quello di commercio, è composto da 2969 articoli, divisi in sei libri: 1° Delle persone e della famiglia; 2° Delle successioni; 3° Della proprietà; 4° Delle obbligazioni; 5° Del lavoro; 6° Della tutela dei diritti. Il testo è preceduto dalle Disposizioni sulla legge in generale, dette anche disposizioni preliminari o preleggi, e accompagnato dalle Disposizioni di attuazione e transitorie.

Nel Codice del 1942 è prevalsa la concezione unitaria: esso assorbendo la materia presente nel Codice di commercio, regola tutti i settori dell’attività dei privati; e ciò perché il lavoro è considerato elemento essenziale dell’ordinamento giuridico. Difatti, ampio spazio viene occupato dalla disciplina riguardante i contratti e le obbligazioni.

Dal punto di vista tecnico, il Codice civile costituì un notevole progresso rispetto alla legislazione precedente, per il suo disegno sistematico e l’opera di unificazione del diritto privato che con esso fu realizzata. Per quanto concerne il suo contenuto, invece, rappresentò spesso un punto d’arrivo, altre volte un punto di partenza.

La disciplina espressa dal Codice civile fu presa ad esempio per l’elaborazione di un importante documento costituzionale, la Carta costituzionale del 22 dicembre 1947, promulgata dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947, ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Ad oggi il Codice continua ad avere un ruolo centrale, nonostante i continui emendamenti al suo testo.

Giorgia Cremona

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