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Il Global compact arriva in Parlamento

La maggioranza presenterà una risoluzione al Global Compact, che sarà all’esame dell’Aula della Camera oggi pomeriggio. Secondo quanto si apprende, il testo impegna il governo a decidere sulla firma o meno dell’accordo proposto dall’Onu, dopo aver riferito all’assemblea e dopo un approfondito dibattito parlamentare, valutando anche i primi mesi di applicazione per gli altri paesi già firmatari.

Stilato sotto l’egida delle Nazioni Unite, il ‘Patto Globale per la migrazione’ è il primo accordo negoziato intergovernativo per garantire una gestione completa dei fenomeni migratori internazionali a livello locale, nazionale, regionale e globale che è stato oggetto di una conferenza tra gli stati in programma a Marrakech il 10 e l’11 dicembre.

Il patto, ricorda l’Onu, è fondato sui valori della sovranità statale, sulla condivisione delle responsabilità, sulla non discriminazione e sui diritti umani. Il documento, inoltre, si basa sul riconoscimento della necessità di un ‘approccio cooperativo per ottimizzare i benefici complessivi della migrazione, affrontando i rischi e le sfide per gli individui e le comunità nei paesi di origine, transito e destinazione’.

Il patto, in particolare, punta a realizzare 23 obiettivi, partendo dalla raccolta dei dati come base per le politiche da implementare. L’azione mira a contrastare i fattori negativi e strutturali che impediscono alle persone di costruire e mantenere mezzi di sostentamento nei paesi di origine. Il patto, inoltre, intende ridurre i rischi e le vulnerabilità che gli individui affrontano nelle diverse fasi della migrazione. Alla protezione e al rispetto dei diritti umani, quindi, deve essere abbinata l’assistenza rispettando, proteggendo e rispettando gli individui che abbandonano il proprio paese e che hanno bisogno di assistenza nel loro percorso.

L’intesa punta ad occuparsi anche delle legittime preoccupazioni degli Stati e delle comunità, riconoscendo che le società stanno subendo cambiamenti demografici, economici, sociali e ambientali connessi a fenomeni migratori. Il Global Compact for Migration si sforza di creare condizioni favorevoli che consentano a tutti i migranti di arricchire le società attraverso le loro capacità umane, economiche e sociali.

Oggi, evidenziano le stime dell’Onu, ci sono oltre 258 milioni di migranti in tutto il mondo che vivono fuori dal loro paese di nascita. La cifra è destinata ad aumentare per l’aumento della popolazione e della connettività, l’ulteriore sviluppo del commercio, l’allargamento delle disuguaglianze, gli squilibri demografici e i cambiamenti climatici.

Nel settembre 2016 l’Assemblea Generale ha deciso, attraverso l’adozione della Dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti, di sviluppare un patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare. L’iter per sviluppare il patto è cominciato ad aprile 2017. Il 13 luglio 2018 gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno finalizzato il testo del ‘Global Compact per la migrazione sicura, ordinata e regolare’. Tra pochi giorni, il 10 e 11 dicembre, a Marrakech è in programma la conferenza intergovernativa chiamata ad adottare il patto. Il Global Compact non è legalmente vincolante.

Il Global Compact for Migration è basato su ventitré obiettivi: 1. Raccogliere e utilizzare dati accurati e disaggregati come base per le politiche basate su elementi concreti; 2. Ridurre al minimo i fattori negativi e i fattori strutturali che costringono le persone a lasciare il loro paese d’origine; 3. Fornire informazioni accurate e tempestive in tutte le fasi della migrazione; 4. Garantire che tutti i migranti abbiano la prova dell’identità legale e documentazione adeguata; 5. Migliorare la disponibilità e la flessibilità dei percorsi per la migrazione regolare; 6. Agevolare il reclutamento equo ed etico e salvaguardare le condizioni che garantiscono un lavoro dignitoso; 7. Affrontare e ridurre le vulnerabilità nella migrazione; 8. Salvare vite umane e organizzare sforzi internazionali coordinati per i migranti dispersi; 9. Rafforzare la risposta transnazionale al traffico di migranti; 10. Prevenire, combattere e sradicare la tratta di esseri umani nel contesto della migrazione internazionale; 11. Gestire i confini in modo integrato, sicuro e coordinato; 12. Rafforzare la certezza e la sistematicità delle procedure di migrazione per gestire in maniera appropriata screening, valutazione e rinvio; 13. Utilizzare la detenzione solo come misura di ultima istanza e lavorare per individuare alternative; 14. Migliorare la protezione consolare, l’assistenza e la cooperazione nel ciclo migratorio; 15. Garantire l’accesso ai servizi di base per i migranti; 16. Responsabilizzare i migranti e le società affinché si realizzino la piena inclusione e la coesione sociale; 17. Eliminare tutte le forme di discriminazione e promuovere un discorso pubblico basato su elementi concreti per modellare la percezione della migrazione; 18. Investire nello sviluppo delle competenze e facilitare il riconoscimento reciproco delle competenze e delle qualifiche; 19. Creare condizioni affinché i migranti contribuiscano pienamente allo sviluppo sostenibile in tutti i paesi; 20. Promuovere il trasferimento più rapido, più sicuro ed economico delle rimesse e favorire l’inclusione finanziaria dei migranti; 21. Cooperare per agevolare il ritorno sicuro e dignitoso e la riammissione, nonché la reintegrazione sostenibile; 22. Stabilire meccanismi per la portabilità dei diritti di sicurezza sociale e dei benefici ottenuti; 23. Rafforzare la cooperazione internazionale e la partnership globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare.

Il 19 dicembre si pronuncerà di nuovo l’Assemblea Nazionale dell’Onu, con una risoluzione finale e dal 2019 il Global Compact sarà un accordo in vigore fra tutti gli Stati. Non si tratta di un patto giuridicamente vincolante, ma la sua adozione può mettere le basi per arrivare a un governo più ordinato, regolare, sicuro delle migrazioni, contrastando trafficanti e criminali, ponendo regole chiare e giuste, assicurando sicurezza, rispondendo a legittime preoccupazioni e paure, garantendo dignità e diritti, favorendo processi di inclusione.

A Marrakech il governo italiano non ha votato il Global Compact, dichiarando di voler attendere un voto del Parlamento. Il voto però poteva e doveva avvenire prima dell’incontro: è stato un grave errore del Presidente del Consiglio e del Governo non chiedere un pronunciamento delle Camere fra luglio e dicembre, quando il testo definitivo era già pronto.

Il Global Compact è importante perché implica e suggerisce un cambio di prospettiva. In linea di massima la figura di chi emigra fuggendo dal proprio Paese non dovrebbe esistere. Sarebbe cioè compito della comunità internazionale prevenire le migrazioni forzate, sia quelle politiche (conseguenza di discriminazioni e guerre), sia quelle ambientali (per effetto degli eventi climatici e geomorfologici), garantendo ad ogni singolo essere umano il diritto di restare, con la propria identità, nel luogo dove è nato e sente in profondità le sue radici e, solo laddove questo non fosse possibile, affidarsi all’asilo di un altro Paese.

D’altro canto, chi emigra con qualche grado di libertà può essere messo alla prova di immigrare altrove, sarebbe cioè vantaggioso per la comunità internazionale e per i singoli Stati informare il migrante sulle norme e sulle culture nelle quali va a inserirsi e sulle opportunità reali del mercato del lavoro regolare in quei paesi. All’interno di una comunità, se non ci sono costrizioni esterne o interne (o sono irrilevanti socialmente) emigra una minoranza del totale, una minoranza composita, qualcuno individualmente e per ragioni contingenti: caso, interesse, passione, vocazione, opportunità, curiosità, inquietudine.

Da secoli una migrazione volitiva riguarda solo minoranze di ogni comunità, poco più del 3 per cento all’inizio del Novecento, circa il 3 per cento anche negli ultimi decenni, ovviamente con forti diseguaglianze interne e fra Paese e Paese. Queste libere migrazioni sono multidirezionali, hanno andate e ritorni e molte mete, provvisorie o forse definitive, favorite o scoraggiate dalle politiche migratorie sia di uscita che d’entrata. Se si rispetta il diritto di restare dove si è nati e cresciuti, in pochi emigrano e quei pochi non producono pericoli e danni per le economie e le società da cui partono.

A partire proprio da oggi 18 dicembre, la giornata mondiale dei migranti.

Antonella Di Pietro

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