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Commercialisti, aumenta l’eccessivo indebitamento delle famiglie per l’utilizzo scorretto degli strumenti di finanziamento

L’appuntamento si terrà domani mattina a piazza dei Martiri nella sede dell’Odcec di Napoli

 

NAPOLI – “Contrastare il rischio povertà attraverso adeguate sinergie tra concorrenza e tutela del consumatore,  per favorire il rilancio dei consumi e la ripresa economica. La scarsa cultura finanziaria e la mancanza di adeguati presidi di tutela preventiva aumentano il rischio di sovraindebitamento delle famiglie che purtroppo resta un dato in crescita soprattutto al sud”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presentando il dibattito che si terrà domani, 30 ottobre 2019 dalle ore 9,30 a Napoli presso la sede Odcec partenopeo (piazza dei Martiri, 30) in occasione del seminario di studio  dal titolo “L’attività di consulenza del dottore commercialista nelle operazioni di mutuo, prestito finalizzato e credito ai consumatori”.

Moretta ha anche evidenziato che “i commercialisti sono attenti a raccogliere le nuove e crescenti esigenze di tutela preventiva del mercato favorendo una specializzazione in materia.

Ci si indebita oltre le proprie possibilità, anche perchè il consumatore non riesce ad avere un’idea precisa dei costi reali dell’operazione, spesso non considerando che la propria condizione economica non gli consente di indebitarsi.

Diffondere la cultura della prevenzione e introdurre norme adeguate di tutela preventiva dei consumatori significherebbe mettere in campo azioni sociali precise in grado di interrompere un trend negativo di impoverimento assoluto di interi nuclei familiari.

In modo particolare in Campania – ha concluso il numero uno dei commercialisti napoletani – più della metà della popolazione (il 53,6%) con un incremento significativo rispetto al 2017 (era il 46,3%) è a rischio di povertà o esclusione sociale.  Si tratta del livello più alto in Unione Europea. Lo si legge nei dati Eurostat 2018 sul rischio di povertà nelle Regioni”.

I lavori saranno introdotti da Antonio Tafuri (presidente Ordine Avvocati di Napoli),

Vincenzo Tiby e Liliana Speranza (consiglieri Odcec Napoli delegati Commissione Tutela del Consumo), Massimo Vernetti (presidente Confcommercio di Napoli). Introdurranno il dibattito Mauro Sciarelli (professore Ordinario di Economia e gestione delle imprese Università di Napoli Federico II, Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni),  Renato Briganti (Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni Università di Napoli Federico II e Direttore Corso di Alta Formazione Finanza Etica).

Parteciperanno alla tavola rotonda, moderata da Stefania Linguerri (presidente Commissione Tutela del Consumo), Gian Paolo Sarnataro (Staff di Direzione della sede di Napoli della Banca D’Italia), Pierfrancesco Bartolucci (Università degli Studi di Napoli Parthenope) , Antonella Miletti (Università degli Studi di Napoli Federico II), Vincenzo Dostuni (avvocato penalista esperto in materia bancaria), Francesca Sebastio (Funzionario dell’AGCM), Angelo Peppetti (Ufficio Credito e Sviluppo ABI). Le conclusioni saranno affidate a Gianpaolo Delle Donne (segretario Commissione Tutela del Consumo Odcec Napoli).

“La distribuzione di polizze assicurative abbinate al credito – ha sottolineato Vincenzo Tiby – costituisce una delle manifestazioni più significative e, al contempo, una delle aree più critiche nel rapporto tra banche e cliente, fattori che hanno indotto le autorità di vigilanza e il legislatore ad intervenire ripetutamente sul tema. Solo un’adeguata conoscenza delle esigenze del consumatore e degli strumenti di finanziamento possono favorire un rapporto equilibrato tra le parti e dunque operazioni fruttuose. In cio’ l’attività di consulenza del commercialista è centrale”.

Per Stefania Linguerri “il corretto utilizzo di servizi bancari e finanziari ha un impatto importante sulla vita dei consumatori e sul funzionamento del mercato. I consumatori dovrebbero essere in grado di prendere decisioni informate in materia finanziaria e sentirsi adeguatamente tutelati.  La scarsa conoscenza in materia può portare, il consumatore a sottovalutare la necessaria attenzione al contratto di finanziamento, per poi scoprire, tassi di interesse alla soglia dell’usura, modalità di rimborso poco chiare o la sua stessa incapacità di rimborso. Un’adeguata consulenza è centrale”.

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