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Studenti francesi in protesta continua, la destra e il governo accusano Mélenchon

Dall'Italia e dal MondoStudenti francesi in protesta continua, la destra e il governo accusano Mélenchon

ROMA – Le proteste studentesche in Francia, con oltre 2mila giovani fermati solo ieri e ancora oggi più di 400 licei chiusi, restano al centro dello scontro tra i partiti in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno. Secondo il quotidiano Le Temps, sollecitazioni, accuse e posizionamenti si concentrano anzitutto su La France insoumise (Lfi), partito della sinistra di Jean-Luc Mélenchon. “È nel mirino dell’intero arco politico, dal centro all’estrema destra”, ragiona il quotidiano, “per il suo sostegno agli studenti delle scuole superiori mobilitati”.

I dirigenti di Lfi hanno respinto ogni accusa di aver istigato violenze, ma nel dibattito politico le dichiarazioni si sono comunque susseguite senza soluzione di continuità. Ad attaccare è stato già ieri il primo ministro Sébastien Lecornu. Dopo aver presieduto una riunione interministeriale di crisi, il capo del governo ha detto che le proteste sono degenerate in “violenze urbane” e ha sostenuto, citando informazioni dei servizi di intelligence, che “Lfi e i suoi proxy dell’estrema sinistra” sono “all’origine del movimento”.

Mélenchon ha respinto ogni addebito e invitato gli studenti a utilizzare “solo metodi di lotta non violenti”.Il confronto è proseguito oggi. Manuel Bompard, coordinatore nazionale de La France insoumise, ha accusato il primo ministro della crisi. “Ha impiegato dieci giorni”, ha detto, “per rinunciare a una strategia di logoramento e aprire un confronto”.

Alle presidenziali del 2027, previste a maggio, Mélenchon potrebbe arrivare al ballottaggio, probabilmente con la candidata del Rassemblement National, Marine Le Pen, a oggi favorita.I sondaggi mostrano che il dirigente di sinistra gode di un ampio sostegno, pari a circa il 40%, tra i giovani francesi tra i 18 e i 24 anni: un supporto concentrato soprattutto nelle periferie delle grandi città, densamente popolate e caratterizzate da una forte presenza di immigrati. Qui sono apprezzati i riferimenti di Mélenchon a una “nuova Francia” e alla “creolizzazione”: un’espressione con cui descrive i cambiamenti nella lingua e nella composizione della popolazione francese.

I giovani sono però anche la fascia di popolazione che, tradizionalmente, alle elezioni francesi si astiene più spesso. Per questo la strategia potrebbe essere quella di ricordare agli studenti che Lfi è dalla loro parte e che il loro voto può essere determinante. Oggi rappresentanti delle organizzazioni studentesche e dei sindacati degli insegnanti sono stati ricevuti dal ministro dell’Istruzione, Édouard Geffray. Al termine dell’incontro hanno annunciato che però, in assenza di “misure concrete”, la mobilitazione continuerà: l’appuntamento è per martedì prossimo, per un’iniziativa di protesta nazionale alla quale aderiranno anche la Confédération générale du travail e il sindacato Solidaires.
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