Fini, processo breve sara’ approfondito
22 Gennaio 2010
Torna Presadiretta: L’Aquila a un anno dal terremoto
23 Gennaio 2010
Mostra tutto

Un piranha di nome Lindsey

Mai visto un pirahna con gli occhi azzurri? Negli Stati Uniti ne hanno un esemplare femminile tanto affascinante quanto vorace quando indossa tuta, casco e sci. Si chiama Lindsey Vonn, cognome del marito assunto quasi ‘ripudiando’ il proprio che all’anagrafe fa Kildow, 25 anni fatti ad ottobre scorso, di professione sciatrice specializzata in alta velocita’ capace per due giorni consecutivi di dettare e imporre la propria legge sulla pista Olimpia di Cortina in occasione dell’appuntamento di Coppa del mondo di sci femminile.

Mai visto un pirahna con gli occhi azzurri? Negli Stati Uniti ne hanno un esemplare femminile tanto affascinante quanto vorace quando indossa tuta, casco e sci. Si chiama Lindsey Vonn, cognome del marito assunto quasi ‘ripudiando’ il proprio che all’anagrafe fa Kildow, 25 anni fatti ad ottobre scorso, di professione sciatrice specializzata in alta velocita’ capace per due giorni consecutivi di dettare e imporre la propria legge sulla pista Olimpia di Cortina in occasione dell’appuntamento di Coppa del mondo di sci femminile.

Oggi ha divorato la discesa libera con la sottile perfidia di chi sa di voler quasi far male alle avversarie. In ritardo nei due intermedi su una grande Riesch, Lindsey ha recuperato nella parte finale, volando nella doppia curva di Rumerlo che immette nel muro finale e atterrando oltre il grande gonfiabile rosso che segna la fine gara, inchiodando il cronometro 42 centesimi prima della tedesca. Un’impresa realizzata proprio quando nessuno piu’ se lo aspettava, tranne lei. “Scio con sicurezza – ha detto ancora con gli sci ai piedi, tra un sorriso e l’altro alle telecamere – so dove attaccare e questo mi avvantaggia”. Per ora non ha ancora stappato il prosecco, da queste parti in queste occasioni lo champagne non fa tendenza, e si spera che non lo faccia come qualche settimana quando per aprire una magnum ripiena di bollicine uso’ le lame di uno dei suoi sci, finendo con il ferirsi a una mano. Oggi la cerimonia è stata rimandata, perchè i campioni sono tali anche per le scelte e i sacrifici che si impongono: nemmeno il tempo di alzare le braccia per il trionfo in libera che la statunitense d’acciaio ha ripreso la seggiovia e si lanciata ancora su e giu’ per la Olimpia per preparare il gigante di domani. (“è stato un allenamento cosi’ cosi’- si è lamentata miss missile – troppi turisti in pista”). Ad accompagnarla proprio la tedesca da lei beffata, Maria Riesch che qualche parola vedendola piombare sul traguardo a qualche manciata di centesimi prima di lei, deve avergliela pur lanciata. “Siamo molto amiche – si sono poi premurate di dire in coppia nella conferenza stampa – certo siamo rivali ma facciamo la stessa vita e condividiamo molte cose”. Sara’ una coincidenza ma subito dopo queste parole alle due atlete lo sci club ‘Pinocchio-Pescia’ che organizza ogni anno gare giovanili all’Abetone, ha consegnato due statue in legno del celebre burattino di Collodi. Niente nasi lunghi per le italiane: nulla avevano promesso, prima di arrivare a Cortina e nulla hanno raccolto nei primi due giorni di gara. Se le azzurre ‘veloci’ per Vancouver saranno nelle condizioni viste sull’Olimpia, il viaggio in Canada si risolvera’ probabilmente in una gita scolastica. C’è di buono che alcune atlete, Elena Fanchini in testa, si esaltano in certi impegni internazionali, ma oggi c’è la squadra azzurra è lontana dalla forma migliore. Domani c’è il gigante e le speranze azzurre sono legate a Federica Brignano, terza ad Aspen.

Gennaro Coppola

Comments are closed.