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Sei Nazioni, nella settimana di pausa l’Italia si lecca le ferite

Settimana di pausa del Sei Nazioni, con l’Italia che alla ripresa se la dovrà vedere a Twickenham contro l’Inghilterra, unica formazione a punteggio pieno dopo le prime due giornate. Prime due giornate che hanno messo in evidenza una triste verità. La differenza di livello che intercorre tra gli Azzurri e le altre partecipanti. Ormai rimasta del tutto isolata in un’amara mediocrità grazie al riassestamento della Francia dopo un periodo di crisi e ai netti miglioramenti ormai consolidati della Scozia. Differenze sotto gli occhi di tutti e sempre più difficili da colmare.

Settimana di pausa del Sei Nazioni, con l’Italia che alla ripresa se la dovrà vedere a Twickenham contro l’Inghilterra, unica formazione a punteggio pieno dopo le prime due giornate. Prime due giornate che hanno messo in evidenza una triste verità. La differenza di livello che intercorre tra gli Azzurri e le altre partecipanti. Ormai rimasta del tutto isolata in un’amara mediocrità grazie al riassestamento della Francia dopo un periodo di crisi e ai netti miglioramenti ormai consolidati della Scozia. Differenze sotto gli occhi di tutti e sempre più difficili da colmare.

E se è pur vero che alcuni miglioramenti ci sono stati, questi sono stati infimi, o quantomeno insufficienti. Passano gli anni, passano gli interpreti, ma gli Azzurri continuano a mostrare sempre gli stessi limiti e difetti. Quasi fosse impossibile liberarsene. E sui quali il C.T. O’Shea sta tentando di mettere mano da quando è arrivato. Una differenza nei valori che si ripercuote necessariamente sulla spettacolarità delle partite. L’esito dei match che vedono l’Italia in campo appare, salvo sorprese, scontato fin dall’inizio e con un controllo del gioco da parte dell’avversario quasi a senso unico. Quasi inutili da giocare solo un rischio per i giocatori di incorrere in qualche infortunio. Netta la differenza rispetto ai match in cui l’Italia non gioca, combattute, tese e con il risultato in bilico sino all’ultimo. Un disvalore che potrebbe riportare in auge l’idea di escludere l’Italia dal Torneo. Con risvolti che non sarebbero del tutto negativi. Intanto non ci sarebbero tutte queste sconfitte così degradanti. E poi magari davanti a uno smacco del genere ci si rimboccherebbe veramente le maniche per fare uscire l’Italia da questo limbo in cui ormai è incastrata.

 

Valerio Lucentini

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