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Roma 2020, c’è unità

Ottimismo e fiducia, certo, ma anche la consapevolezza che da qui al 7 settembre del 2013, giorno in cui verranno assegnate dal Cio le Olimpiadi 2020, non bisognera’ sbagliare niente nella strategia, per battere i rivali, ancora ufficialmente non dichiarati - ma su tutti c’e’ lo spauracchio Tokyo - e riportare i Giochi in Italia, 60 anni dopo. Roma parte per prima nella lunga rincorsa olimpica, e nel giorno in cui il sindaco Alemanno svela la quasi totalita’ del Comitato Promotore per la candidatura della ‘Citta’ Eterna’, il leader della nuova squadra, Mario Pescante, e il numero 1 dello sport italiano, Gianni Petrucci, lanciano la sfida; professando grande fiducia nelle possibilitaa’ di Roma, a patto che si trovi pero’ l’unita’ di intenti, soprattutto a livello politico. “Roma non teme nessuno - ha ammesso il presidente del Coni, ricordando anche la gara passata, per il 2004 - Dobbiamo essere bravi a non farci troppi complimenti, pur sapendo bene che abbiamo organizzato sempre manifestazioni sportive di successo. E’ una sfida difficile, ma non impossibile: ci siamo e ci crediamo”.

Ottimismo e fiducia, certo, ma anche la consapevolezza che da qui al 7 settembre del 2013, giorno in cui verranno assegnate dal Cio le Olimpiadi 2020, non bisognera’ sbagliare niente nella strategia, per battere i rivali, ancora ufficialmente non dichiarati – ma su tutti c’e’ lo spauracchio Tokyo – e riportare i Giochi in Italia, 60 anni dopo. Roma parte per prima nella lunga rincorsa olimpica, e nel giorno in cui il sindaco Alemanno svela la quasi totalita’ del Comitato Promotore per la candidatura della ‘Citta’ Eterna’, il leader della nuova squadra, Mario Pescante, e il numero 1 dello sport italiano, Gianni Petrucci, lanciano la sfida; professando grande fiducia nelle possibilitaa’ di Roma, a patto che si trovi pero’ l’unita’ di intenti, soprattutto a livello politico. “Roma non teme nessuno – ha ammesso il presidente del Coni, ricordando anche la gara passata, per il 2004 – Dobbiamo essere bravi a non farci troppi complimenti, pur sapendo bene che abbiamo organizzato sempre manifestazioni sportive di successo. E’ una sfida difficile, ma non impossibile: ci siamo e ci crediamo”. Roma parte per prima, e gia’ questo e’ un vantaggio. Avvia il suo lavoro diplomatico (“lobbing? in quali direzione lo teniamo riservato”, dice Pescante), ma e’ chiaro che il peso dei 5 italiani nel Cio e del Coni all’interno dei comitati europei – la cui associazione e’ guidata dal segretario generale Pagnozzi – avra’ il suo ruolo. Determinante per il presidente Petrucci, che ai mondiali di sci a Garmisch ha gia’ ricevuto i complimenti di importanti esponenti Cio, il vice presidente Thomas Bach su tutti, potrebbe risultare anche l’esistenza di gran parte degli impianti di gara. “Possiamo contare sul 73% degli impianti gia’ pronti. Il progetto del Villaggio Olimpico circondera’ alcune di queste strutture. Sara’ un punto importante a nostro favore nei sopralluoghi del Cio. Detto questo – prosegue Petrucci dal palazzo dei Congressi dell’Eur – gli Stati Generali di Roma hanno rappresentato un spot meraviglioso: c’e’ gia’ una squadra con grande intesa, e con un presidente come Pescante che rappresenta la storia dello sport italiano. Sara’ una sfida difficile, non ci illudiamo, ma con questa squadra si puo’ vincere”. Dopo le rinunce di Letta, Alessandri e Montezemolo, comunque presenti come presidente onorario e come membri del comitato d’onore, la palla e’ ora nelle mani di Pescante che invoca l’unita’ e mostra ottimismo. “Proviamo a farcela con tutte le forze. Nei momenti difficili il nostro Paese riesce a compiere delle imprese. Uno dei requisiti fondamentali per vincere e’ l’unita’: senza, sara’ difficile andare fino in fondo. Questi Stati Generali ci hanno messo tutti dalla stessa parte. C’e’ stato qualche malinteso, ma le basi ci sono e pure buone”. L’esperienza della corsa per Roma 2004, quando la Capitale con un ottimo dossier fu battuta da Atene, puo’ fornire altre indicazioni alla nuova candidatura. Per evitare, come dice Pescante, “passi falsi”. Le preoccupazioni del presidente del comitato si riassumono in tre punti: consenso politico, copertura finanziaria e vincoli per i lavori, senza dimenticare gli avversari. “L’appoggio trasversale politico e’ indispensabile – ha aggiunto spiegato – contavo su una mozione parlamentare unanime, purtroppo c’e’ qualche problema, ma spero di risolverlo nel prossimo mese. Non meno importante sara’ la copertura finanziaria, e per questo motivo ho fortemente voluto una Commissione di Fattibilita’ e compatibilita’ economica per valutare costi e benefici per tutto il paese. L’ultimo punto che mi preoccupa sono i vincoli della citta’ per i lavori. Ma ribadisco che non vogliamo procedure speciali o corsie preferenziali”. Infine ci sono gli avversari, che a breve dovranno ufficializzare le loro candidature. Lo stesso Pescante ha sciorinato tra le possibili rivali, Tokyo, Durban, Istanbul, Parigi e San Pietroburgo, ma anche l’India. Tutto pero’ e’ in evoluzione, e al momento non ci sono certezze sui ‘competitor’. “Quella che mi fa piu’ paura, al momento, e’ Tokyo – la convinzione di Pescante – Il loro dossier era il migliore per il 2016, e inoltre hanno i finanziamenti gia’ approvati e il consenso unanime del parlamento”. Anche per questo, Pescante ha lanciato un altro avviso: il dossier iniziale dovra’ essere integrato, soprattutto alla voce ‘infrastrutture’. Nell’ultima assegnazione dei Giochi a Rio non basto’ la presenza del presidente Obama per far prevalere la candidatura americana. “Decide il Cio – ha ricordato il presidente Petrucci – ma non bisogna sottovalutare il peso dei progetti e dei presupposti. E’ vero che abbiamo cinque membri importanti nel Cio, ma e’ vero pure che non potranno votare”. Cosi’ come non conteranno, secondo Pescante, le turbolenze politiche interne. “Al Cio interessa solo il consenso interno del paese sulle Olimpiadi”.

Lucio Lucianelli

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