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L’Italrugby prepara le ultime due sfide del Sei Nazioni

Dopo una settimana di sosta, l’Italrugby si radunerà domenica sera al Centro Giulio Onesti per preparare le ultime due partite del Sei Nazioni. Quella di sabato 11 contro la Francia in casa, che decreterà la vincitrice del Trofeo Garibaldi, detenuto attualmente dai cugini galletti. E quella della settimana successiva contro la Scozia a Murrayfield, storicamente l ‘avversario più alla portata degli Azzurri, ma protagonista di significativi miglioramenti negli ultimi tempi. Due i volti nuovi tra i 31 convocati da O’Shea. Si tratta di Minozzi, apertura ed estremo di Calvisano, e di Sperandio, ala ed estremo della Benetton.

Dopo una settimana di sosta, l’Italrugby si radunerà domenica sera al Centro Giulio Onesti per preparare le ultime due partite del Sei Nazioni. Quella di sabato 11 contro la Francia in casa, che decreterà la vincitrice del Trofeo Garibaldi, detenuto attualmente dai cugini galletti. E quella della settimana successiva contro la Scozia a Murrayfield, storicamente l ‘avversario più alla portata degli Azzurri, ma protagonista di significativi miglioramenti negli ultimi tempi. Due i volti nuovi tra i 31 convocati da O’Shea. Si tratta di Minozzi, apertura ed estremo di Calvisano, e di Sperandio, ala ed estremo della Benetton.

Entrambi classe’96, si aggiungono al seconda linea delle Zebre, Ruzza, già convocato per le prime tre giornate senza mai scendere però in campo. Rientra poi in gruppo il pilone Chistolini dopo l’infortunio patito contro l’Irlanda che lo aveva costretto a saltare l’Inghilterra. Restano invece fuori, e con ogni probabilità Torneo finito in anticipo per loro, Allan e Furno, rispettivamente per una lussazione all’acromion clavicolare sinistro e per un problema muscolare. Due impegni che forse gli Azzurri affronteranno con un pizzico di fiducia in più dopo essere riusciti a spaventare l’Inghilterra in casa propria, sfruttando una lacuna del regolamento che ha spiazzato gli inglesi e fatto infuriare il loro C.T. Jones. La tattica adottata dai ragazzi di O’Shea, che consisteva nel non contestare la palla in ruck non facendo così creare la linea del fuorigioco creando non pochi problemi agli avversari, ha acceso numerosi dibattiti che non hanno potuto far altro che accettare la bontà dell’arbitraggio che l’ha ritenuta legale. E di certo non sarà servita a colmare il gap con le altre partecipanti al Torneo, ma almeno ha contribuito a far cessare, per il momento, le richieste di un’Italia fuori dal Sei Nazioni di cui proprio l’Inghilterra era la portavoce.

 

Valerio Lucentini

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