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Il ritorno della McLaren

La buona notizia, ovviamente a seconda dei punti di vista, è che la McLaren sembra essere tornata. La notizia stranissima, dopo mesi di veleni e carte bollate, è che pare essere tornata anche la pace in F1, visto che la stessa Fia annuncia la sigla possibile del nuovo Patto della Concordia per la fine della prossima settimana. La conferma è che la Ferrari stenta anche all’Hungaroring, uno dei circuiti nella storia a lei piu’ congeniali. Non con questa macchina, evidentemente, anche se oggi è solo il venerdi’ ed è impossibile emettere verdetti.

La buona notizia, ovviamente a seconda dei punti di vista, è che la McLaren sembra essere tornata. La notizia stranissima, dopo mesi di veleni e carte bollate, è che pare essere tornata anche la pace in F1, visto che la stessa Fia annuncia la sigla possibile del nuovo Patto della Concordia per la fine della prossima settimana. La conferma è che la Ferrari stenta anche all’Hungaroring, uno dei circuiti nella storia a lei piu’ congeniali. Non con questa macchina, evidentemente, anche se oggi è solo il venerdi’ ed è impossibile emettere verdetti.

McLaren in evidenza, dunque, a Budapest. Lewis Hamilton, il campione del mondo mai in grado quest’anno non solo di difendere il titolo conquistato beffando Felipe Massa in Brasile un anno fa, ma nemmeno di mettersi in luce, è stato il piu’ veloce della giornata: 1’22”079 nella seconda sessione di prove libere, davanti al compagno di squadra Heikki Kovalainen, +47 centesimi, e alla Williams di Nico Rosberg. Nella prima ora e mezzo, l’ordine era solo appena diverso: Kovalainen, Rosberg, Hamilton. Anche in Germania, al venerdi’, Hamilton fu il piu’ veloce. In gara era appena passato in testa quando fu tamponato da Mark Webber (poi vincitore per la prima volta in carriera a 33 anni, il piu’ vecchio di sempre a riuscirci per la prima volta), foro’ e fu costretto a una gara di retroguardia, dopo la sosta ai box. Al Nurburgring erano arrivate alcune novita’, montate sulla macchina vecchia. A Budapest è scesa in pista la versione B, quella della seconda parte del mondiale, che ratifica le scelte degli ingegneri di Woking e che prelude al rilancio. “Ora sono pronto a vincere”, ha detto Hamilton. Se poi la McLaren sia pronta a tornare a vincere, dipende molto dalle due prime forze del mondiale. La Red Bull è li’: Webber è quarto, a 290 millesimi, Vettel sesto, a 471: in mezzo ai due piloti del momento l’altra Williams di Kazuki Nakajina. La Brawn arretra. Barrichello è settimo, Button addirittura 13/o. Ma tra lui e Hamilton ci sono 727 millesimi, e tra il britannico e il 19/o, Buemi, appena 1”097: il 20/o, l’esordiente senza un giro di pista in F1 prima di oggi, Jaime Alguersuari, 1”863 il suo gap, facciamo girare un po’ prima di considerarlo del lotto. Margini cosi’ ridotti significano una cosa: un piccolo progresso, tre-quattro decimi, farebbe guadagnare tante posizioni. Domani, in qualifica, le prime conferme e le prime smentite. Intanto sembra essere la McLaren la terza forza, e non piu’ la Ferrari, che pure ha dichiarato l’obiettivo di ottenere il gradino piu’ basso del podio al termine del mondiale. Oggi il dato forse piu’ indicativo sulle prestazioni delle F60 viene dalla prima ora e mezzo di prove libere: settimo e ottavo posto, dunque la quarta fila della griglia virtuale. L’11/o e il 18/o tempo della seconda sessione possono voler dire tante cose, ma non indicano valori certi. Intanto il Circus sembra tornare alla normalita’: i team hanno limato e predisposto il testo del nuovo Patto della Concordia, dopo le liti con Max Mosley, e la Fia che ha raggiunto una prima bozza d’accordo con le squadre ha fatto avere il testo al Consiglio mondiale, che lo ratifichera’. Il fatto che ci sia l’intesa su una “significativa riduzione dei costo” fa dire alla Fia che la sigla dovrebbe essere apposta al Patto alla fine della prossima settimana. Con i vecchi team, con le tre ‘new entry’. Mentre Jacques Villeneuve, dopo tre anni dall’addio, conferma che sta trattando con qualcuno di loro per un rientro clamoroso del figlio di Gilles che seppe essere campione del mondo con la Williams. Un ritorno in cui crede molto (“con la stessa grinta e la voglia del ‘96”), ma cui sembra credergli soprattutto solo lui.

Gennaro Coppola

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