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Coni, una poltrona per tre

Una poltrona per tre. A venti giorni dall’assemblea elettiva la corsa per la presidenza del Coni si accende: a sfidare Gianni Petrucci, alla guida del comitato olimpico da dieci anni, oltre a Franco Chimenti, presidente della federgolf e sceso in campo gia’ da mesi, ci sara’ anche Paolo Barelli, senatore della Repubblica in quota Forza Italia e quindi Pdl. E subito, su impulso del senatore a vita Andreotti che sottolinea la necessita’ di mantenere intatta l’autonomia del movimento sportivo, si apre il dibattito sul rischio di un’ingerenza della politica nello sport italiano.

Una poltrona per tre. A venti giorni dall’assemblea elettiva la corsa per la presidenza del Coni si accende: a sfidare Gianni Petrucci, alla guida del comitato olimpico da dieci anni, oltre a Franco Chimenti, presidente della federgolf e sceso in campo gia’ da mesi, ci sara’ anche Paolo Barelli, senatore della Repubblica in quota Forza Italia e quindi Pdl. E subito, su impulso del senatore a vita Andreotti che sottolinea la necessita’ di mantenere intatta l’autonomia del movimento sportivo, si apre il dibattito sul rischio di un’ingerenza della politica nello sport italiano.

Su Barelli, attuale presidente della federnuoto, da tempo si rincorrevano voci di un suo interesse per la plancia di comando del Palazzo H: a un giorno dalla scadenza dei termini ha deciso di lanciarsi nella nuova avventura, ufficializzando la sua candidatura. E cosi’ lo sprint verso il rinnovo delle cariche si accende, con tre sfidanti a caccia dei 40 voti utili per essere eletti. “La scelta di candidarmi alla Presidenza del Coni – dice Barelli affidando il suo pensiero a un comunicato – nasce dalla volonta’ di dedicare tutte le mie energie e competenze allo sviluppo e promozione dello sport garantendo, come ho sempre fatto nel corso della mia lunga carriera da atleta e dirigente, responsabilita’ e serieta’ in risposta alle molteplici richieste che mi sono giunte da diverse componenti del mondo sportivo e della societa’ civile. La mia è una scelta di campo: in caso di vittoria è scontato che lascero’ ogni incarico politico e di Senatore della Repubblica”. Una scelta obbligata, perchè incompatibile con l’eventuale incarico di presidente del comitato olimpico. Ed è proprio il ruolo politico dello schierato Barelli ad animare il dibattito. Il primo monito, super partes, arriva da Giulio Andreotti, l’uomo a cui lo sport italiano deve la sua indipendenza: “La politica deve restare lontana dallo sport e non intromettersi in queste elezioni”. Andreotti non entra nel merito della singola candidatura, ma ci tiene a sottolineare che “ognuno la puo’ pensare come vuole, ma al Coni si rappresentano gli interessi dello sport”. Espressamente critico il responsabile sport dell’Udc, Luciano Ciocchetti: “Con la candidatura di Barelli alla presidenza del Coni è a rischio l’autonomia dello sport italiano”. Dall’opposizione boccia la discesa in campo del senatore il deputato del Pd, Donato Mosella: “Qualsiasi iniziativa che contraddica l’autonomia del mondo dello sport subordinandolo alla politica, è un segnale negativo e pericoloso”. Si schiera invece con Barelli il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che sottolinea come un’eventuale vittoria del senatore rappresenterebbe una “svolta epocale”. “Per la prima volta, infatti – spiega Alemanno – il Coni sarebbe guidato da un ex atleta”. In realta’, senza fermarsi a Mario Pescante, gia’ campione italiano di atletica leggera prima di sedere sulla poltrona del comitato olimpico, il primo era stato Franco Carraro, campione europeo di sci nautico ben prima di essere eletto al Coni. Intanto si aggiunge un altro tassello nel puzzle delle candidature: Giovanni Malago’, presidente del circolo Canottieri Aniene e patron dei mondiali di nuoto di Roma, si è presentato per la Giunta Coni (dove è gia’ stato fino al 2003) in quota dirigenti.

Gennaro Coppola

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