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Prandelli scommette su Balotelli

Ci sono tanti ventenni che protestano per cambiare il futuro, alcuni che spaccano tutto, uno che fa invasioni di campo per il mondo per sentirsi vivo. E poi ce n’e’ un altro che ha il peso del calcio italiano sulle spalle. Che sono belle larghe, a vederle, ma a volte ancora incerte. Mario Balotelli e’ il giovane uomo a cui Cesare Prandelli lega il destino della Nazionale nel 2011. “Ci auguriamo che possa essere l’anno di Balotelli - ha detto il commissario tecnico -. Spero che possa raggiungere quella continuita’ di cui ha bisogno un ragazzo di vent’anni. Il suo comportamento in campo dovra’ essere pero’ esemplare e trasmettere comportamenti giusti”, Piu’ un auspicio che una certezza. Perche’ con il ragazzo bresciano-ghanese il finale e’ sempre aperto. Super Mario il 2010 l’ha (quasi) finito da sbruffone e poi da panchinaro a Newcastle. Cinque minuti in campo a vittoria acquisita per i suoi, con un’ammonizione forse eccessiva. La lezione di Roberto Mancini dopo quel “solo Messi e’ meglio di me, e di poco” sparato alla stampa una settimana fa da Balotelli. “Voglio il Pallone d’Oro”, aveva aggiunto umile.

Ci sono tanti ventenni che protestano per cambiare il futuro, alcuni che spaccano tutto, uno che fa invasioni di campo per il mondo per sentirsi vivo. E poi ce n’e’ un altro che ha il peso del calcio italiano sulle spalle. Che sono belle larghe, a vederle, ma a volte ancora incerte. Mario Balotelli e’ il giovane uomo a cui Cesare Prandelli lega il destino della Nazionale nel 2011. “Ci auguriamo che possa essere l’anno di Balotelli – ha detto il commissario tecnico -. Spero che possa raggiungere quella continuita’ di cui ha bisogno un ragazzo di vent’anni. Il suo comportamento in campo dovra’ essere pero’ esemplare e trasmettere comportamenti giusti”, Piu’ un auspicio che una certezza. Perche’ con il ragazzo bresciano-ghanese il finale e’ sempre aperto. Super Mario il 2010 l’ha (quasi) finito da sbruffone e poi da panchinaro a Newcastle. Cinque minuti in campo a vittoria acquisita per i suoi, con un’ammonizione forse eccessiva. La lezione di Roberto Mancini dopo quel “solo Messi e’ meglio di me, e di poco” sparato alla stampa una settimana fa da Balotelli. “Voglio il Pallone d’Oro”, aveva aggiunto umile. Il tecnico del Manchester City prima l’ha sfidato a far vedere quello che dice, poi l’ha escluso dal match che mantiene la squadra in alto. Un ex talento ribelle che cerca di tenere a bada e far crescere un altro ribelle, certo con piu’ motivi di quanti ne avesse il Mancio. Da quando se ne e’ andato dall’Inter, l’estate scorsa, Balotelli ha segnato due gol in campionato in un pugno di partite e 3 in Europa League. E’ stato operato al ginocchio e ha saltato quasi due mesi di attivita’. Momenti folgoranti e l’espulsione dopo la doppietta in Premier. Tutto Mario, insomma, come nel periodo mouriniano all’Inter. Quello con Mancini in panchina era stato piu’ tranquillo, nonostante i 17-18 anni. Se n’e’ andato in Inghilterra un po’ con l’aria di chi e’ costretto all’esilio dai cori razzisti e dalla fama di ingestibile. Da allora ha piu’ volte fatto capire che gli piacerebbe tornare, al Milan pero’. “Manchester e’ una citta’ troppo noiosa, si stanchera”’, ha pronosticato il milanista ed ex City Robinho. Prandelli aspetta di nuovo Antonio Cassano, che quando va tutto bene si mette fuori gioco da solo. E che ora ricomincia un’altra volta in grande, proprio dal Milan. “Sta vivendo un momento particolare, quando tornera’ in campo e dimostrera’ il suo valore, sicuramente sara’ chiamato”, ha promesso il ct. Che forse ora punta di piu’ su Balotelli, anche per ragioni di eta’, 20 anni contro i 28 di Fantantonio. Il 2011 dovra’ essere per forza il tempo della ‘meglio gioventu”, l’Italia ne ha bisogno.

Lucio Lucianelli

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