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Piatek come Bierhoff e il Milan rivede la luce

C’è voluto tanto, forse troppo, tempo ma alla fine il Milan ha ritrovato il grande attaccante di cui aveva maledettamente bisogno. Krzysztof Piatek nel match di venerdì sera a San Siro contro l’Empoli (vinto 3-0 dai rossoneri) ha segnato il quinto gol in campionato con la maglia del Diavolo (le altre marcature di Kessie e Castillejo).

Il polacco è andato a segno quindi in ognuna delle sue prime quattro gare giocate in rossonero da titolare in serie A (nelle prime tre partite i gol contro Roma e Cagliari e la doppietta contro l’Atalanta). Soltanto Oliver Bierhoff – nella stagione 1998/99 (alla fine arrivò lo Scudetto) – era riuscito in questa impresa.

Meglio di Shevchenko, Inzaghi ed Ibrahimovic. Numeri mostruosi, addirittura superiori a quelli strepitosi avuti nei primi mesi in Italia con la maglia del Genoa (con cui aveva segnato tredici gol in diciannove presenze). Erano anni che al Milan non si vedeva un attaccante così. Un bomber capace di far dimenticare in fretta l’addio amaro di un fuoriclasse del ruolo come Higuain.

Ed è anche – e soprattutto – merito del ventitreenne polacco se il popolo rossonero rivede finalmente la luce dopo anni troppo brutti per essere veri. Quel quarto posto – che significa Champions League – negli ultimi anni era soltanto un miraggio, un sogno impossibile da realizzare, ora, invece, è diventato un obiettivo concreto.

Per il momento il tecnico Gattuso, altro idolo della tifoseria, preferisce tenere un profilo basso: “Da anni non ci giocavamo la Champions, ma non voglio promettere nulla a nessuno. Mancano tredici turni, pensiamo partita dopo partita”.

Ma lui, che con la maglia rossonera da giocatore quella coppa l’ha giocata ed anche vinta in due occasioni (nel 2003 e nel 2007), sa che il Milan non è mai stato così vicino dal tornare grande. E con un Piatek così nessun obiettivo sembra irraggiungibile.

Federico Strumolo

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