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Il Napoli aveva bisogno delle curve

Sabato sera. Ore 20:45. Curve ancora in sciopero, stadio semideserto. La squadra ha bisogno di una scossa per ridurre il gap dalla zona Europa. Undici giocatori che entrano in campo nel peggiore dei modi possibili ed è così che Federico Chiesa con una difesa da zona retrocessione arriva subito in area ed ha tutto il tempo per calciare. 1-0.

Ospina avrebbe potuto fare decisamente meglio.

La squadra attacca ma non è cinica sotto porta con José Callejon che si divora un gol già fatto di testa davanti allo specchio.

La seconda metà di gioco è caratterizzata dall’ingresso in campo di Diego Demme, vertice basso New entry dell’undici di Rino Gattuso. Buona prestazione ma è evidente che si vede circondato da ambiente e compagni di squadra ostili.

Allan esce dal campo andando direttamente negli spogliatoi. Vlahovic successivamente giustizia il Napoli con una marcatura rivedibile di Elseid Hysaj. 2-0 e game over.

Gattuso dirà in conferenza che d’ora in poi giocherà solo chi merita, senza alcun tipo di distinzione.

Lunedì mattina, la settimana inizia nel migliore dei modi con Alessandro Cosentino (Fedayn Napoli) che dichiara ai microfoni di Radio Marte che le curve torneranno per la Lazio. Tolleranza sugli storici posti in curva occupati dai gruppi.

Martedì sera è tutta un’altra storia, come se sabato si fosse giocato in campo neutro in quel di Rovigo.

Gattuso parla, Gattuso agisce: a centrocampo titolari Demme e Lobotka, fuori i fantasmi di sabato sera Fabian Ruiz ed Allan.

Cornice da Champions League, curve piene e sostegno massimo. Accompagnato da “Un giorno all’improvviso” Lorenzo Insigne dopo poco più di un minuto di gioco con un azione da manuale insacca e porta il Napoli e i  Napoletani in vantaggio.

È l’inizio di una battaglia che durerà 95′.

Hysaj commette fallo su Caicedo ed è rigore per la Lazio: dagli undici metri c’è immobile contro il tanto criticato David Ospina. Parti che si invertono, la punta di Torre Annunziata incespica sul terreno di gioco e butta sul fondo l’occasione del calcio di rigore.

Successivamente ad un presunto tocco di mano (attaccata al corpo) di Acerbi, Elseid Hysaj riceverà il secondo giallo per un fallo commesso su Ciro Immobile. Sacrosanto.

Napoli in dieci uomini. Basta poco perché Lucas Leiva, centrocampista biancoceleste, commetta un fallo su ripartenza nei confronti di Piotr Zielinski (per Gattuso “Pietro”). Cartellino giallo e tanto di vaffa da parte di Leiva, risultato? Rosso ed anche la Lazio in 10. Siamo solo alla mezz’ora ed è successo quasi di tutto.

Il secondo tempo sarà caratterizzato da due pali e due gol annullati per fuorigioco per la compagine laziale, un incrocio ed un palo per il Napoli invece rispettivamente su tiro di Mario Rui e colpo di testa di Arek Milik con parata di Strakosha e palla stampata sul palo.

Dopo un’ora e mezza di grinta e cuore partenopea l’arbitro decreta la fine del match e l’accesso alle semifinali di Coppa Italia per il Napoli.

Peccato non aver visto del tutto il neo acquisto Stanislav Lobotka. Uscito per far spazio a Luperto post espulsione di Hysaj.

Vedere i giocatori cantare sotto la curva rievoca bei ricordi. Come per dire:

Signori siamo nell’era dei decreti sicurezza e delle repressioni da stadio votate a limitare sempre di più la libertà d’espressione del soggetto, ma quanto avrà bisogno da qui alla fine della sua storia il calcio dei suoi tifosi? Della sua gente?

Liberi di tifare!

Matteo Giacca

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