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L’Italia scopre l’altura sudafricana

L’Italia scopre il vero avversario da affrontare in Sudafrica, specialmente in prospettiva Mondiali 2010, e non è una delle altre 7 partecipanti alla Confederations. “L’altura è una cosa da non sottovalutare: se di solito ci vogliono 12 secondi per recuperare da uno scatto, qui te ne serve il doppio. è una fatica”. E se lo dice Gattuso, uno che definisce l’Italia campione del mondo una squadra senza fuoriclasse e punta tutto sui portatori d’acqua, c’è davvero da credergli. Certo, non saranno i 2.300 metri di Citta’ del Messico, quelli che ebbero una parte seppure minima nella finale dell’Atzeca ‘70, il tremendo ko dal Brasile dopo la fatica del 4-3 sulla Germania in semifinale.

L’Italia scopre il vero avversario da affrontare in Sudafrica, specialmente in prospettiva Mondiali 2010, e non è una delle altre 7 partecipanti alla Confederations. “L’altura è una cosa da non sottovalutare: se di solito ci vogliono 12 secondi per recuperare da uno scatto, qui te ne serve il doppio. è una fatica”. E se lo dice Gattuso, uno che definisce l’Italia campione del mondo una squadra senza fuoriclasse e punta tutto sui portatori d’acqua, c’è davvero da credergli. Certo, non saranno i 2.300 metri di Citta’ del Messico, quelli che ebbero una parte seppure minima nella finale dell’Atzeca ‘70, il tremendo ko dal Brasile dopo la fatica del 4-3 sulla Germania in semifinale.

“Li’ stavamo mille metri piu’ su, e ogni metro che sali si fa fatica: mi sembrano situazioni diverse”, dice Gigi Riva, capodelegazione azzurro di quel Mondiale perso in finale. Il problema era ben presente a Lippi dal primo giorno, e dopo gli iniziali riscontri positivi da parte dei giocatori, oggi sono arrivate le prime lamentele. “Scattare è un problema, perchè ogni volta fai piu’ fatica a tornare indietro”, ricorda Zambrotta. E finora gli azzurri hanno stazionato tra i 1.330 e i 1.400 di Pretoria. La finale è prevista a Johannesburg, dove si sfiorano i 1.800. In ogni caso la Confederations servira’ da esperienza, anche con i dati raccolti dallo staff del professor Castellacci. Come dice Gattuso, cacciando i fantasmi della scaramanzia che lascerebbe preferire di non vincere questo torneo, “l’Italia non è venuta qui a perdere tempo”. Il centrocampista, tornato da poco in campo dopo un lungo infortunio, ammette di “avere solo un’ora nelle gambe, ma per gli Stati Uniti sono pronto. I bookmakers danno Spagna favorita, davanti a Brasile e Italia? Meglio cosi’ – la risposta di Gattuso – Noi non dobbiamo pensare di essere fuoriclasse. La nostra scuola è diversa da quella spagnola e brasiliana, siamo piu’ fisici. E non dimentichiamo che il Mondiale l’abbiamo vinto con la compattezza. E all’Europeo, senza giocare una bella partita, siamo stati la squadra che ha messo maggiormente in difficolta’ la Spagna poi campione”. E a proposito di Spagna, Gattuso dice la sua pure sull’affare Ronaldo: “Platini scandalizzato? Chi ha i soldi li spende, o si mettono delle regole a mio parere difficili, oppure è cosi’. Cristiano Ronaldo – prosegue – è costato 27 milioni piu’ di Kaka’ perchè Calderon aveva gia’ firmato prima di Perez una clausola col Manchester. Ma io non ho paura del Real: sono dell’idea che piu’ campioni hai, e piu’ è difficile far giocare una squadra. Ci vuole anche chi porta l’acqua e chi porta il lettino. Dzeko? Se il Milan lo prende puo’ essere un buon acquisto. E non mi piangerei addosso per queste cifre milionarie all’estero: non siamo orfani, non siamo qui a piangere miseria, in Italia…”. Discorso ancor piu’ valido, visto il contesto. “Confesso – conclude Gattuso, dopo l’amichevole con i Thswane Eleven – sono rimasto affascinato dalle migliaia di bambini che in tribuna cantavano e ballavano: che allegria, proprio qui in uno stadio a ridosso di una township. è incredibile. E anche il bello del calcio”.

Gennaro Coppola

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