Muccino: racconto l’amore a 40 anni
14 maggio 2009
Bimotore precipita su una villetta. Almeno sei vittime in Guatemala
15 maggio 2009
Mostra tutto

La rivincita di Muslera

La coppa Italia vinta sulla Sampdoria dopo i calci di rigore ha messo le ali alla Lazio e a tutto l’ambiente biancoceleste. La squadra di Delio Rossi, col successo dello stadio Olimpico, è infatti volata in Europa League (nuova denominazione della coppa Uefa), e l’8 agosto salira’ sull’aereo diretto a Pechino per disputare la Supercoppa. Tra i principali protagonisti della quinta coccarda laziale c’è sicuramente il portiere Fernando Mulsera, arrivato a Roma come oggetto misterioso e messo da parte a inizio stagione per il collega argentino Juan Pablo Carrizo. Ieri sera, pero’, l’estremo difensore uruguaiano si è preso una bella rivincita dando l’impressione di aver finalmente completato quel processo di crescita descritto in una fiaba di Andersen.

La coppa Italia vinta sulla Sampdoria dopo i calci di rigore ha messo le ali alla Lazio e a tutto l’ambiente biancoceleste. La squadra di Delio Rossi, col successo dello stadio Olimpico, è infatti volata in Europa League (nuova denominazione della coppa Uefa), e l’8 agosto salira’ sull’aereo diretto a Pechino per disputare la Supercoppa. Tra i principali protagonisti della quinta coccarda laziale c’è sicuramente il portiere Fernando Mulsera, arrivato a Roma come oggetto misterioso e messo da parte a inizio stagione per il collega argentino Juan Pablo Carrizo. Ieri sera, pero’, l’estremo difensore uruguaiano si è preso una bella rivincita dando l’impressione di aver finalmente completato quel processo di crescita descritto in una fiaba di Andersen.

Muslera, infatti, da brutto anatroccolo si è trasformato in un cigno pronto a volare sui tiri dal dischetto prima di Cassano e poi di Campagnaro. “Fernando lo abbiamo scelto in base alle sue capacita’ e caratteristiche, avevamo visto le sue qualita’ – ha spiegato Delio Rossi ai microfoni di Radio Radio -. Il ragazzo è stato buttato dentro in maniera prematura lo scorso anno. La serata contro il Milan fu infausta (1-5 nel passato campionato, ndr), ma lui si prese le sue responsabilita’ ed ando’ in sala stampa”. “Altri sarebbero scappati, lui no, fece vedere il suo carattere. Muslera è un esempio, non si è pianto addosso ed ha lavorato tanto. Sono contento per lui, ieri sera è arrivato il giusto premio” ha quindi aggiunto l’allenatore della Lazio. L’altro volto da copertina del day-after biancoceleste è invece quello di un altro sudamericano: Mauro Zarate. L’attaccante argentino è stata una vera e propria spina nel fianco della Sampdoria, ha realizzato il gol del vantaggio e ha spinto dall’inizio alla fine come un indemoniato. “è un talento puro e cristallino – ha ammesso Rossi -. Sta migliorando molto anche nel modo d’interpretare il suo calcio che è solo istinto e si deve coniugare con il resto della squadra. Ci sta mettendo l’anima. Ha un grandissimo carattere e s’impegna molto. Speriamo che Roma non lo rovini”. La sponda laziale del Tevere, per ora, lo ha scelto come simbolo della vittoria in coppa Italia. Zarate è infatti finito sulle magliette celebrative che hanno accompagnato i festeggiamenti della squadra dopo la conquista del trofeo. Nell’immagina stampata sulla t-shirt è raffigurato l’attaccante che scuce la coccarda tricolore dalla maglia del capitano della Roma, Francesco Totti, con due scritte all’insegna dello sfotto’ nei confronti dei cugini giallorossi: “Io campione! Tu zero titoli”.

Gennaro Coppola

Comments are closed.