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Juventus-Napoli: abiura del buon senso e sciacallaggine

Incipit

Il termine “sciacallo” nel dizionario: “Squallido saccheggiatore di case e negozi abbandonati in conseguenza di calamità; losco sfruttatore della sventura altrui; persona avida, profittatrice”.

La vicenda

All’atto della stesura di questo articolo, alba del 4 ottobre, non si sa ancora se la partita in programma alle 20,45 sarà rimandata o meno. E già questo è un fatto grave: la decisione più logica, da prendere un secondo dopo aver appreso che due giocatori del Napoli sono in isolamento perché trovati positivi al virus pandemico, sarebbe stata quella del rimando. Che senso ha falsare il campionato in questo modo?
Tutta la vicenda, invece, evidenzia non solo le gravi discrasie che affliggono il vertice della Lega Serie A ma anche lo squallore di chi si sta comportando come gli sciacalli che saccheggiano le case dopo un terremoto.

Per la Lega, infatti, la partita deve essere giocata nonostante l’ASL Napoli 2, con un documento ufficiale a firma della dottoressa Lucia Marino, abbia sancito “nell’interesse prevalente della salute collettiva l’isolamento fiduciario per 14 giorni dopo la data dell’ultima esposizione con il caso positivo in oggetto (1° ottobre). Pertanto si resta in attesa di conoscere il domicilio presso il quale verrà effettuato l’isolamento per poter avviare le azioni conseguenziali di sorveglianza sanitaria”. Seguono i nomi di quasi tutti i giocatori e nel frattempo arriva la notizia che anche Elmas, oltre a Piotr Zielinski, risulta positivo.

Il vertice della Lega calcio, evidentemente “nel pallone” e non in grado di fronteggiare in modo razionale il difficile momento, venerdì 2 ottobre ha deciso che le partite debbano essere giocate “purché il club abbia almeno 13 giocatori disponibili tra cui almeno un portiere”. Asserzione pazzesca nella sostanza, perché, di fatto, una squadra con i titolari in quarantena sarebbe costretta a giocare con le riserve, magari coadiuvate dai giocatori under 20, con quali effetti sulla regolarità del campionato è facile immaginare. Nel documento, tuttavia, si legge anche che la regola non ha efficacia in presenza di provvedimenti delle Autorità statali e locali. E ci mancherebbe altro che una struttura non governativa fosse in grado di stabilire regole che afferiscano esclusivamente ai poteri esecutivo e legislativo.

Ora, siccome è l’ASL ad aver deciso (giustamente) la quarantena, il discorso dovrebbe essere chiuso. E invece così non è perché si disserta sul termine “fiduciario” che compare nel documento dell’ASL Napoli 2. Termine sicuramente improprio e inopportuno, ma che proprio non cambia la sostanza delle cose: i giocatori citati nel documento devono effettuare la quarantena e questo è “un ordine”, non un “invito” che possa essere disatteso.  Purtroppo a livello mediatico sta prevalendo il cinismo opportunista di chi, fregandosene dei gravi rischi connessi alla diffusione del contagio, serve i padroni di riferimento, alimentando artata confusione sulla vicenda grazie al termine impropriamente utilizzato dai dirigenti dell’ASL. “Non è esplicito il divieto di  non partire”, si legge nelle pagine di molti organi d’informazione, desiderosi, evidentemente, di vedere assegnata la vittoria a tavolino alla Juventus per 3-0.

Lo squallore maggiore, tuttavia, uno squallore che fa davvero cascare le braccia, è quello che traspare dalla dichiarazioni ufficiale del vertice bianconero, affidata a Twitter alle ore 9,16 del 3 ottobre: “Juventus Football Club comunica che la Prima Squadra scenderà in campo per la gara Juventus – Napoli domani alle 20.45, come previsto dal calendario della Lega di Serie A”.

Rebus sic standibus i giocatori del Napoli non potranno essere presenti, visto che non sono proprio partiti, e quindi scatterebbe automaticamente la vittoria a tavolino, nel rispetto delle recenti assurde decisioni assunte dalla Lega Serie A.

C’era una volta la signora del calcio italiano, verrebbe da dire. Una signora che, in virtù di progressive degradanti mutazioni genetiche si è trasformata in mostruose entità, assimilabili agli sciacalli che si cibano delle disgrazie altrui. Una cosa, però, sfugge a quel vertice: il virus non guarda in faccia a nessuno. Vi è ancora tempo, comunque, per porre rimedio agli immani guasti prodotti da uomini inadeguati al ruolo: chi abbia l’autorità per intervenire è bene che si muova in fretta.

Lino  Lavorgna

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