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Il pesce d’aprile del Trap

Il pesce meglio riuscito di un paradossale primo aprile lo ha fatto Giovanni Trapattoni all’Italia del calcio. Quasi novanta minuti in superiorita’ numerica ed inferiorita’ di punteggio (ingiusta espulsione-lampo di Pazzini e gol al 10’ di Iaquinta), poi la sua Irlanda ha ribaltato il senso della serata con un gol casuale ma davvero ‘pesantè di Keane. Perchè il pareggio di Bari riapre il discorso qualificazione ai mondiali: gli azzurri sono sempre in testa ma con due e non gli sperati cinque punti di vantaggio. Una situazione per loro confortante ma tutta da esplorare nel prosieguo del viaggio verso Sudafrica 2010.

Il pesce meglio riuscito di un paradossale primo aprile lo ha fatto Giovanni Trapattoni all’Italia del calcio. Quasi novanta minuti in superiorita’ numerica ed inferiorita’ di punteggio (ingiusta espulsione-lampo di Pazzini e gol al 10’ di Iaquinta), poi la sua Irlanda ha ribaltato il senso della serata con un gol casuale ma davvero ‘pesantè di Keane. Perchè il pareggio di Bari riapre il discorso qualificazione ai mondiali: gli azzurri sono sempre in testa ma con due e non gli sperati cinque punti di vantaggio. Una situazione per loro confortante ma tutta da esplorare nel prosieguo del viaggio verso Sudafrica 2010.

Fatto sta che dopo essersi preoccupato tanto dei fischi del pubblico del S.Nicola a Lippi (puntualmente arrivati, ma annacquati dai cori e dall’entusiasmo per la squadra) il calcio italiano si scopre a rifare i conti con la saggezza del ct che fu cacciato con ignominia dopo l’ europeo 2004. è vero infatti che l’arbitro tedesco Stark con il suo errore nel valutare un contrasto aereo Pazzini-McShane ha condannato gli azzurri ad una gara di sofferenza: ma è altrettanto certo che il gol di Iaquinta sembrava davvero difficile da recuperare per una squadra tutt’altro che trascendentale come quella irlandese. Invece Trap ha lasciato che gli azzurri cuocessero al fuoco lento del possesso di palla irlandese, poi ha scatenato i suoi nell’ultimo quarto d’ora: palla lunga e pedalare, magari sperando in un rimpallo. Che è puntualmente arrivato, favorevole. Perchè il Trap ha sempre ammesso di essere fortunato, sebbene stasera forse gli faccia un po’ e no piacere: a giudicare dal capo chino mentre la curva e la panchina irlandese impazzivano per la rete di Keane. La strana serata barese era stata preceduta da un inconsueto lavorio pomeridiano del controspionaggio azzurro (evidente il timore di dare il pur minimo vantaggio a Trapattoni): formazione secretata fino alla consegna della lista degli undici all’arbitro. In campo comunque alla fine andava un 4-3-2-1 con Pazzini punta avanzata e Pepe-Iaquinta a sostegno. A centrocampo Brighi al posto di Palombo, e per il resto confermata la squadra di sabato scorso in Montenegro. Assai diverso pero’ era il clima: dalla festa paesana di Podgorica all’immediato psicodramma barese, molto al di la’ dei fischi a Lippi per l’esclusione azzurra di Cassano. Dopo due minuti di gioco infatti Pazzini (toccato duro qualche istante prima) andava a saltare con McShane allargando ingenuamente le braccia, ma non il gomito, verso il volto dell’avversario che andava a terra sanguinante. L’arbitro tedesco Stark puniva il sampdoriano con l’espulsione piu’ veloce ai danni di un nazionale italiano. Gara che cambiava, emotivamente (i fischi non si sentivano piu’), e tatticamente: gli azzurri serravano i ranghi lasciando Iaquinta a fare l’incursore in avanti. E qui scattava l’orgoglio mondiale: perchè al 10’ l’eroe di Berlino, Grosso, volava sulla fascia sinistra come ai bei tempi, mettendo al centro un pallone d’oro: Iaquinta calciava al volo di sinistro realizzando. La contromossa del Trap era la sostituzione di Keogh con la punta centrale Folan per dare ulteriore peso all’attacco, ma gli irlandesi nel primo tempo alimentavano le loro speranze con un ovvio possesso di palla e un’unica occasione: una botta al volo di S.Hunt deviata prodigiosamente in angolo da Buffon al 36’. E per la verita’ poco prima (31’) anche gli azzurri potevano esibire la loro brava opportunita’, ancora grazie ad un cross di Grosso stavolta sprecato da Pepe con un tocco sull’esterno della rete. Nella ripresa l’Italia si ripresentava con Palombo al posto di Pirlo. Crescevano sulla fascia destra Zambrotta ed in mezzo al campo De Rossi, imperversava ancora Grosso sulla sinistra, ma dopo qualche minuto Lippi dava ulteriori chili ai suoi richiamando Pepe ed inserendo Dossena. Anche il pubblico del San Nicola faceva la sua parte ‘ola’ continua e Po-po-po: una bolgia. Trap intanto faceva i suoi cambi, ma l’impostazione sembrava rimanere quella: un 4-4-2 davvero scolastico, senza lampi. Invece alla mezz’ora, dopo che Iaquinta non aveva sfruttato un ‘liscio’ di McShane su punizione lunga di De Rossi per il colpo del ko, l’Irlanda partiva all’attacco. Un lungo forcing che portava al 38’ Buffon salvare ancora su gran tiro di Keane. E che trovava la sua realizzazione al 42’ quando su rinvio del portiere e ‘spizzata’ da Folan, la palla arrivava a Keane che stavolta insaccava. E nel convulso finale andava anche bene agli azzurri, perchè in area azzurra succedeva di tutto in almeno un paio di occasioni.

Gennaro Coppola

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