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Il mistero di Kakà: pubalgia?

Nel periodo nero del Milan, spunta anche un piccolo giallo. I protagonisti sono Galliani, Ancelotti e Kaka’, con il brasiliano che tiene tutti in apprensione per l’infortunio che gli ha fatto saltare il big match con la Juventus con prognosi e diagnosi ancora da capire. Lunedi’ lo stesso brasiliano aveva smentito l’ipotesi di un’ernia inguinale e aveva parlato di “infiammazione alla zona pelvica”, aggiungendo poi una previsione tutt’altro che definitiva sul suo rientro: “Potrebbe servire un giorno o anche due o tre mesi per guarire”. Di conseguenza, si è rafforzata l’ipotesi di un principio di pubalgia, una patologia incubo di molti calciatori. La conferma è arrivata in mattinata da Adriano Galliani.

Nel periodo nero del Milan, spunta anche un piccolo giallo. I protagonisti sono Galliani, Ancelotti e Kaka’, con il brasiliano che tiene tutti in apprensione per l’infortunio che gli ha fatto saltare il big match con la Juventus con prognosi e diagnosi ancora da capire. Lunedi’ lo stesso brasiliano aveva smentito l’ipotesi di un’ernia inguinale e aveva parlato di “infiammazione alla zona pelvica”, aggiungendo poi una previsione tutt’altro che definitiva sul suo rientro: “Potrebbe servire un giorno o anche due o tre mesi per guarire”. Di conseguenza, si è rafforzata l’ipotesi di un principio di pubalgia, una patologia incubo di molti calciatori. La conferma è arrivata in mattinata da Adriano Galliani.

“Kaka’ ha detto cio’ che dicono tutti i giocatori che soffrono di quella che volgarmente si chiama pubalgia, anche se tecnicamente ha un altro nome. Potrebbe giocare gia’ domenica – ha spiegato l’ad rossonero in Lega calcio – ma dalla pubalgia non si sa quando si guarisce”. Quasi contemporaneamente, Carlo Ancelotti a Milanello stava rispondendo alle prime domande della conferenza stampa alla vigilia della sfida di Uefa con il Wolfsburg. Data per scontata la pubalgia, puntuale è arrivato il quesito sul recupero del fantasista. “Chi ha stabilito che sia pubalgia?”, è caduto dalle nuvole il tecnico: “Non è pubalgia, e penso che possa tornare in campo domenica contro l’Udinese”. Ci vorranno pochi giorni per capire chi ha ragione e cioè se si tratta di un’infiammazione passeggera o di una pubalgia vera e propria da trattare con tutte le cautele del caso. Difficile, pero’ che Kaka’ rischi che si ripeta quanto gia’ accaduto l’anno scorso quando si era trascinato un problema al tendine del ginocchio e, dopo l’intervento di maggio, in agosto era arrivata una ricaduta. Domani saltera’ la gara con i tedeschi ma restano in realta’ poche anche le possibilita’ di vederlo in campo domenica sera. Quello che è certo è che per il Milan non è un buon periodo con la sorte. “Dovrei portarli a Lourdes…”, ha scherzato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ieri sera, di fronte alla lunga lista infortunati. Ancelotti ride meno, anche se non vuol sentir parlare di crisi. Chiede “sacrificio” e si aspetta che alcuni dei suoi alzino la soglia della fatica. E acquistino maggior compattezza. “Non è una questione di uomini, ma di mentalita’ – avverte respingendo l’alibi di assenze pesanti come quella di Gattuso – Ci manca solidita’ e la difesa si trova spesso scoperta. Ma la responsabilita’ non è nè dei singoli, nè di un solo reparto, ma di tutta la squadra”. Una riscossa è attesa domani. I rossoneri al Meazza si giocano con il Wolfsburg di Barzagli e Zaccardo il primo posto del girone di Uefa, utile per evitare di incontrare nei sedicesimi le squadre arrivate al terzo posto nei gironi di Champions. Per l’occasione Ancelotti rimanda in campo Senderos e Dida, sposta a centrocampo Jankulovski e, supportato da Shevchenko, da’ a Inzaghi l’occasione per il controsorpasso su Raul in testa alla classifica dei goleador d’Europa. Un altro sorpasso è invece rimandato e Galliani sposta addirittura al 2050 la data in cui Leonardo, attuale direttore tecnico e uomo mercato del Milan, potra’ prendere il posto di Ancelotti. “Leonardo fa parte di quel gruppo famoso di 15-20 grandi campioni della presidenza Berlusconi che, teoricamente, nel 2050 quando Ancelotti andra’ via, saranno tutti papabili”, taglia corto Galliani. E questa volta il tecnico è sulla stessa linea: “Andra’ a far parte della lista dei pretendenti che, purtroppo per lui, è lunga”.

Gennaro Coppola

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