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Champions League, il bilancio delle italiane

Il bilancio delle quattro italiane in Champions League è fatto di immense gioie e sorprese amare. Il giovedì successivo ai due giorni di coppa rivela tutte le note positive e negative delle nostre squadre nell’Europa che conta.

Il bilancio delle quattro italiane in Champions League è fatto di immense gioie e sorprese amare. Il giovedì successivo ai due giorni di coppa rivela tutte le note positive e negative delle nostre squadre nell’Europa che conta.

La Juventus si diverte a gridare che la crisi è ormai lontana e affonda un Real Madrid che ha tutto quello che non dovrebbe avere una squadra “Galattica”; gambe pesanti, scarsa pericolosità e forse tanta presunzione, quella che deriva da un nome così importante e che lascia ad una squadra che ha la sua forza nel gruppo di poter dominare la partita. Perché la Juve va via dal Bernabeu a testa alta, da dominatori, condotti da un Alessandro Del Piero che invece di invecchiare e di perdere colpi, sta vivendo un momento di straordinaria forma fisica e psicologica. Due goal in trasferta a Madrid sono come un lasciapassare nell’Olimpo dei campioni, in cui questo ragazzo dalle doti straordinarie è stato sempre il benvenuto.

L’Inter “speciale” di Mourinho affonda per metà nel mare di Cipro, pareggiando 3-3 con un Anorthosis “normale” che ha il merito di aver fatto tre goal senza averne fatto nemmeno uno; infatti questo concetto un po’ bislacco è stato analizzato alla perfezione dallo straordinario “Homo Comunicans” che è Mourinho: “L’Inter stasera ha fatto sette goal, tre nella porta avversaria, tre nella propria porta e uno di Cambiasso che il guardalinee non ha visto”. Burdisso, non nuovo a tali disastri, ha infatti incorniciato una delle prestazioni più grottesche della sua carriera servendo su un piatto d’argento due palle che i ciprioti hanno solo dovuto appoggiare in porta. Inutile dire che ultimamente questa Inter non è di certo all’altezza delle aspettative proposte dallo Special One.

La Roma di Spalletti ha dato la prima importante spallata all’orribile periodo che sta affrontando. “Da tali situazioni se ne esce in gruppo” ha detto De Rossi e in gruppo questa Roma ha affondato con tre goal su altrettante splendide azioni di gioco il Chelsea dell’esperto Scolari, dando speranze concrete di rinascita e di qualificazione alla fase finale della competizione. Come Del Piero al Santiago Bernabeu anche Mirko Vucinic ha messo i suoi due sigilli sulla gara dell’Olimpico di Roma e si è confermato bomber di razza, fondamentale nel nuovo modulo provato da Spalletti con Totti dietro all’unica punta.

La Fiorentina ha detto addio a quasi tutte le restanti speranze di qualificazione agli ottavi di finale di Champions e spera vivamente nel terzo posto per restare in Europa partecipando alla Coppa Uefa; infatti il pareggio interno di ieri contro un Bayern Monaco non irresistibile ha lasciato invariato il distacco di 5 punti dal secondo posto. La Fiorentina, così come nella gara d’andata, è stata sfortunata e non ha capitalizzato le svariate occasioni da goal che si sono presentate. Il solo goal di Mutu non è bastato e Tim Borowski al 78’ ha punito i viola pareggiando e relegandoli all’Europa “piccola” della Uefa. A meno che il Lione o il Bayern non combinino disastri nei prossimi due turni della fase a gironi collezionando meno di un solo punto la Fiorentina, che comunque dovrebbe ottenere due vittorie consecutive, sarebbe fuori dai giochi.

 Gianmarco Delli Veneri

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