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Calcio d’inizio a ora di pranzo

Calcio d’inizio all’ora dell’aperitivo. Tocchera’ alla capolista Inter, domani a Verona contro il Chievo, riprendere per prima il cammino del campionato dopo la pausa delle festivita’. La circostanza non preoccupa Josè Mourinho, uno che non sapendo cosa sia la Befana non ha nulla da chiedere nella tradizionale calza se non i tre punti della vittoria. Il tecnico, anzi, giovandosi della sua esperienza ‘inglesè, mette le mani avanti e dice che l’orario inconsueto per i campi italiani non sara’ un alibi per nessuno. Al portoghese piace alzarsi alle 8, pranzare (pasta e pollo alla griglia) alle 9.30 e tuffarsi subito nella partita arrivando allo stadio gia’ entro le 10.45.

Calcio d’inizio all’ora dell’aperitivo. Tocchera’ alla capolista Inter, domani a Verona contro il Chievo, riprendere per prima il cammino del campionato dopo la pausa delle festivita’. La circostanza non preoccupa Josè Mourinho, uno che non sapendo cosa sia la Befana non ha nulla da chiedere nella tradizionale calza se non i tre punti della vittoria. Il tecnico, anzi, giovandosi della sua esperienza ‘inglesè, mette le mani avanti e dice che l’orario inconsueto per i campi italiani non sara’ un alibi per nessuno. Al portoghese piace alzarsi alle 8, pranzare (pasta e pollo alla griglia) alle 9.30 e tuffarsi subito nella partita arrivando allo stadio gia’ entro le 10.45.

“Non è bello stare tutto il giorno ad aspettare la gara come quando si gioca di sera. Anche per i giocatori sara’ un esperienza positiva”. I problemi, piuttosto, domani saranno altri: un Chievo in serie positiva, un centrocampo nerazzurro da inventare a causa di infortuni e squalifiche, e l’assenza di Samuel Eto’o partito per la Coppa d’Africa. “Ma questa non sara’ una scusa – afferma Mourinho – Samuel adesso è un giocatore del Camerun, noi gli paghiamo lo stipendio ma adesso è loro. Io non voglio piu’ parlarne finchè non torna, nessuno mi sentira’ dire che magari non abbiamo vinto perchè mancava lui”. Ci mancherebbe altro, visto che la societa’ ha preso atto del depotenziamento dell’attacco nerazzurro e ha provveduto a mettere a disposizione di Mourinho la punta che voleva, cioè Goran Pandev che sara’ gia’ domani in campo contro il Chievo. “è un attaccante moderno – dice di lui Mourinho – che gioca indifferentemente con uno o due compagni di reparto, a destra, a sinistra ma anche come centravanti. Si tratta di un giocatore con una grande cultura tattica e che non credo fara’ fatica a capire i nostri movimenti e ad adattarvisi”. Si tratta pero’ pur sempre di un giocatore che non disputa una gara ufficiale dal 20 maggio scorso e che da allora ha al suo attivo solo quattro amichevoli con la sua nazionale nelle quali peraltro ha segnato la bellezza di sette reti. “Non so per quanti minuti – taglia corto Mourinho – ma Pandev domani giochera’. L’aspetto psicologico puo’ fare miracoli. Poi, dopo la gara col Siena di domenica avra’ una settimana intera di lavoro con la squadra”. In ogni caso l’inserimento di Pandev è agevolato dal fatto che l’attacco nerazzurro è comunque ben fornito con Milito, Balotelli e Arnautovic, tutti tra i convocati per domani. Piuttosto resta da vedere come Mourinho risolvera’ l’emergenza a centrocampo dove mancheranno gli squalificati Stankovic e Motta e gli infortunati Muntari, Cambiasso e Krhin. “C’è poco da piangere e da pensare”, commenta il tecnico portoghese. Giocheranno quelli a disposizione e cioè Vieira, Zanetti e Sneijder. E poi Chivu, oppure uno dei ragazzini della Primavera convocati, ad esempio Stevanovic. Ma Mourinho accarezza l’idea di presentare, a destra nel rombo, il ‘resuscitato’ Quaresma. Il portoghese, voluto fortissimamente dal tecnico e pagato carissimo da Moratti, per Mourinho ora ha “la condizione per essere quel giocatore che l’Inter ha comprato”. E a proposito di mercato, Mourinho giudica “quattro ottimi acquisti” i ‘colpi’ messi a segno dalla Roma con Toni, dal Milan col ritorno di Beckham, dal Napoli con Dossena e, naturalmente da Marco Branca per l’Inter con Pandev. “In gennaio – dice Mourinho – si fa sempre qualcosa di importante perchè si compra solo quello che serve davvero per coprire un buco. E allora questi sono acquisti perfetti senza punti interrogativi nè sulla qualita’ nè sulle capacita’ di un rapido adattamento”.

Gennaro Coppola

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