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Barcellona campione d’Europa. La stagione finisce con tre “tituli”.

Roma, 27 maggio 2009. Allo stadio Olimpico si è disputata la finale della 54° edizione della Champions League, la competizione più prestigiosa nell’Europa dei club. Il clima è stato spettacolare e la città eterna ha fatto da perfetta cornice ad una partita tra due squadre di immensa tradizione: Manchester United e Barcellona.

Roma, 27 maggio 2009. Allo stadio Olimpico si è disputata la finale della 54° edizione della Champions League, la competizione più prestigiosa nell’Europa dei club. Il clima è stato spettacolare e la città eterna ha fatto da perfetta cornice ad una partita tra due squadre di immensa tradizione: Manchester United e Barcellona.

La cerimonia di apertura. Per completare uno scenario degno delle più grandi occasioni, è stata organizzata al meglio una cerimonia di apertura davvero speciale. La voce di Bocelli, simbolo indiscusso del nostro paese all’estero, ha accompagnato l’ingresso in campo delle due squadre, mentre al centro del terreno di gioco si esibivano, in memoria della imperiosa storia romana, gladiatori e personaggi simili.

Ospiti illustri. Ad assistere a questo spettacolo c’erano molte personalità importanti, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il premier spagnolo Zapatero e il principe William di Inghilterra su tutti. Il Ct della nazionale italiana Marcello Lippi e quello della nazionale inglese Fabio Capello hanno seguito la partita più per piacere che per lavoro.

Il match. Per i primi dieci minuti è stato il Manchester a dominare la gara tirando ben cinque volte in porta e costruendo occasioni pericolose con il suo asso Cristiano Ronaldo nel ruolo di protagonista. Poi d’improvviso, da un lampo di Iniesta, parte il suggerimento vincente per Samuel Eto’o che si beve la difesa e di punta insacca alle spalle di un impotente van der Sar. Al nono minuto del primo tempo è 1-0 per i catalani e la partita cambia radicalmente. Il Barça inizia a costruire trame infinite di passaggi e il Manchester di Ferguson scompare sempre più. All’inizio della ripresa c’è un nuovo brivido per van der Sar: punizione dal limite, sulla palla ci sono Messi e Xavi; Xavi conta due passi, tira a mezza altezza e colpisce un clamoroso palo. Il punto esclamativo parte però proprio dai piedi dello straordinario centrocampista spagnolo. Il secondo goal firmato Messi. ApDalla destra, al minuto 70, Xavier Hernández Creus mette la palla in mezzo, salta “la Pulga” Messi (in italiano “la pulce”, ndr) alta un metro e sessantanove centimetri, tra Rio Ferdinand e Vidic, rispettivamente alti 189 cm e 188 cm, e incredibilmente il piccolo argentino svetta e colpisce alla perfezione disegnando una traiettoria imprendibile. È finita, nonostante il Manchester abbia un’ultima occasione con Ronaldo, ma Víctor Valdés si supera e mette il sigillo sulla coppa dalle grandi orecchie.

Barcellona campione. La squadra catalana è diventata campione d’Europa. “Triplete” hanno orgogliosamente fatto notare gli spagnoli. Infatti il club catalano in questa stagione ha scritto una pagina importante di storia nel libro del calcio spagnolo facendo una tripletta di “tituli”: Liga, Coppa del Re e Champions League. L’allenatore dei catalani ha sorpreso tutti; alla sua prima panchina da professionista ha vinto e stravinto, coadiuvato da una squadra di fenomeni. E mentre Guardiola ha dedicato a Maldini la sua vittoria, Messi si è goduto la sua vittoria nella vittoria. Infatti nella sfida attesissima contro l’altro fenomeno del calcio mondiale, Cristiano Ronaldo, Messi ha stravinto con pochi numeri, nonostante ne sia innegabilmente dotato, e con la concretezza che deriva dal suo splendido goal.

Gianmarco Delli Veneri 

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