“The promise”arriva in tv, è un film sul genocidio armeno
22 Dicembre 2019
Dalla grande crisi al Papa: un decennio da ricordare
26 Dicembre 2019
Mostra tutto

Espressione artistica e sacrificio: Ralph P. e la vera “Napoli Bene”

Raffaele Buonomo, in arte Ralph P (nella foto con Mario Martone), nasce a Miano (un quartiere di Napoli) nel 1993. A soli 12 anni inizia il suo percorso con le percussioni. Il suo primo maestro musicale è Mariano Caiano (attuale vocalist di Renzo Arbore). A 14 anni ha iniziato a vivere artisticamente come percussionista. Nel 2012 con “Scampia Trip” va in scena per la prima volta come attore e musicista, con la regia di Erminia Sticchi.

Nel 2016 arriva il suo primo singolo: “Da ‘na parte a n’ata”, una canzone di denuncia sull’immigrazione. 

Nel 2017 debutta al Napoli Teatro Festival in “Otello” come attore e live performer, la regia è affidata a Giuseppe Miale di Mauro. Sempre nel 2017 è impegnato nelòa versione teatrale di “Sindaco del Rione Sanità” firmato da Mario Martone che lo sceglie sia come attore sia compositore delle musiche dello spettacolo. Il suo singolo “Nient’ ‘e nuovo” ne è protagonista. Gira moltissime città italiane.

Nel 2019 con sei tracce della colonna sonora, prende parte alle riprese del film “Sindaco del Rione Sanità”, vincitore del leoncino d’oro a Venezia 2019.

Ralph, come ti definiresti?

“Semplicemente mi definirei un ‘musicista, prima di tutto’. Partendo col rap, l’ho preso da subito seriamente, portandomi anche la ricchezza della cultura hip hop. A me piace molto osare quando creo arte. Spazio molto fra i generi, non amo racchiudermi in un unico campo. C’è da dire però che a qualsiasi tipo di esperienza a cui mi sono approcciato, l’ho sempre fatto con rispetto. Rispetto anche la trap, nonostante non sia molto vicina a me.”

Parlando delle tue origini, quanto pensi sia stato difficile iniziare a creare musica nel tuo quartiere, a Miano?

“In quel contesto, in quegli anni né troppo lontani ma neanche troppo vicini, vestire col cappello al contrario, appartenere a quel tipo di cultura, non era accettato tanto quanto viene fatto oggi.

All’epoca si era definiti ‘O’ Pop’ del quartiere.

Già avere addosso un’etichetta riguardante la propria espressione artistica fa capire che la strada da percorrere non era semplice”.

È stato semplice, invece, passare dalla musica al teatro, specificamente al Nest?

“Al Nest ci sono arrivato con Mario Martone, con un provino per il ‘Sindaco del rione sanità’ (versione teatrale, ndr) non gli sarò mai grato abbastanza”.

Parlando del “Sindaco del rione Sanità”: hai affrontato sia l’esperienza teatrale che quella cinematografica, quali sono le reali differenze?

“A teatro tutto è più intenso, al cinema si respira più tranquillità. Sinceramente preferisco il teatro per le emozioni che trasmette. Il cinema l’ho amato per le esperienze che ho inserito nel mio bagaglio”.

Attualmente qual è il tuo obiettivo artistico?

“Il mio sogno è diventare compositore di colonne sonore di film, anche se ad esser sincero amo l’arte a 360 gradi. Tutto ciò che trasmette emozioni mi appassiona.

Cerco di migliorarmi in tutto ciò che contiene passione ed espressione artistica, do sempre il mio meglio, senza tralasciare il sacrificio del lavoro che permette di andare avanti nell’arte. È essenziale non perdere il contatto con la realtà”.

A Tgr Campania Francesco di Leva, in occasione dei dieci anni di attività, citava Ennio Fantastichini, che sei anni fa ne parlava del Nest come “un’esperienza di militanza culturale”…

È essenziale. Molto spesso nelle periferie si ha difficoltà ad accettare un determinato tipo di arte. Se si riesce a parlare nella loro lingua, come è stato fatto egregiamente dagli attori del Nest, diventa un qualcosa di socialmente esplosivo.

Francesco di Leva ha questa grande capacità di parlare anche la loro lingua e di riuscire a trasmettere una forma d’arte nobile come il teatro a ragazzi appartenenti ad un contesto completamente in opposizione sociale. Mai militanza culturale fu più necessaria che quella del Napoli teatro est”.

Ralph P. è protagonista di esperienze musicali, teatrali e cinematografiche. Un giovane artista che rappresenta la voglia di riscatto, di esprimersi e di non mollare da parte di una Napoli sempre più viva e sempre più artisticamente predominante. La vera “Napoli Bene”.            

Matteo Giacca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *