sabato, Aprile 13, 2024
HomeAttualitàSchlein e il Pse alzano linea Maginot contro "destra estrema"

Schlein e il Pse alzano linea Maginot contro “destra estrema”

Date:

Articoli correlati

Turismo, nel 2024 per Bluserena stagione più lunga e nuovi resort

La catena di alberghi sul mare amplia l’offerta e...

Open d’Italia Disabili, al Conero Golf Club Perrino è il leader

Nel giro finale in palio anche il titolo italiano Roma,...

Arabia Saudita, un volo in mongolfiera per la festa della mamma

Le proposte Visit Saudi per la destinazione a più...

Socialisti avvisano il Ppe: “No accordi politici con Ecr e Id”

Roma, 2 mar. (askanews) – E’ una vera e propria linea Maginot quella che il Pd e il Pse alzano nei confronti della destra, anzi della “destra estrema”, come dicono quasi tutti i leader socialisti che prendono la parola alla ‘Nuvola dell’Eur a Roma. Al congresso dei socialisti europei l’allarme lanciato è corale, un ritornello che ripetono un po tutti da Elly Schlein a Pedro Sanchez, passando per il candidato alla presidenza della Commissione Ue Nicolas Schmit, che qui per tutti è semplicemente ‘Nico.

Le distinzioni e le sfumature sui singoli temi non mancano, tra i socialisti europei, ma di fronte all’avanzata della destra il fronte è più compatto che mai e alla fine il congresso che ufficializza la candidatura di Schmit si conclude sulle note di ‘Bella ciao, nella versione rock dei Modena city ramblers. E per un giorno la Sardegna diventa il centro d’Europa, almeno per i socialisti, perché la vittoria a sorpresa del centrosinistra viene citata quasi da tutti come simbolo della controffensiva avviata per stoppare quella “destra estrema” di cui proprio Giorgia Meloni è un’avanguardia.

Schlein incassa il tributo degli alleati europei, “amici dell’Italia”, non come i compagni di strada della Meloni, tipo Viktor Orban, che danneggiano gli interessi nazionali italiani. Tutti le rendono omaggio per il successo e le concedono l’onore di tenere l’intervento conclusivo. Non solo perché lei è la padrona di casa, il Pd e l’Italia diventano inevitabilmente la prima linea contro l’avanzata della destra guidata dalla Meloni.

Schmit lo dice chiaramente, parlando anche in italiano: “Grande risultato ottenuto in Sardegna, grazie al Partito democratico e grazie a Elly, che ha tutta la mia stima e il mio sostegno. Cara Elly, è vero, il vento sta cambiando. Andiamo a vincere queste elezioni”. E il candidato socialista alla presidenza della commissione cita anche le manganellate agli studenti a Pisa e si schiera con il Quirinale: “A Pisa si reprime la libertà dei nostri giovani di manifestare in sicurezza. Io sto con il presidente Mattarella. Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento. Insieme contro la destra estrema”.

Ma anche Sanchez lancia un allarme, perché la destra mette in discussione “i diritti dei lavoratori, la pari dignità tra uomini e donne, il rispetto dei diritti Lgbt”. Insomma, attacca, “l’anima dell’Europa è in pericolo. Spetta a noi, socialdemocratici sconfiggere i nemici”. E il premier portoghese Antonio Costa aggiunge: “L’Unione europea si trova sotto il fuoco populista: il nostro principale compito, come socialisti e democratici, è contrastare il populismo, affrontandone le cause profonde”. Destra nel mirino anche del cancelliere tedesco Olaf Scholz: “La destra cresce in tutti i nostri Paesi, quello che hanno in mente le destre è un’Europa nazionalista. Cercano di minare il fatto che i nostri stati membri saranno forti solo in una Europa unita”.

La Schlein, appunto, parla per ultima e avverte che quella dei prossimi mesi sarà “una campagna elettorale cruciale per il nostro continente, per decidere quale Europa vogliamo. Parliamo 27 lingue diverse, ma combattiamo la stessa battaglia, condividiamo la stessa visione. Siamo una vera famiglia”. La leader Pd si unisce al coro di no all’ipotesi di inviare truppe in Ucraina – concetto sottolineato anche da Scholz – ma ribadisce che a Kiev bisognerà continuare a fornire “i mezzi necessari”. Inoltre, aggiunge, serve un “cessare il fuoco e il rilascio degli ostaggi” in Medio oriente, e l’Europa deve “andare avanti” e tocca proprio al Pse incalzare perché “l’Ue che conosciamo oggi non è quella che le madri e i padri costituenti avevano in mente”. Bisogna dire no al ritorno all’austerità, superare i voti all’unanimità e cambiare rotta sui migranti, avviando una missione europea di soccorso.

Quindi, la Schlein rinnova l’avvertimento al Ppe, lanciato più volte in questi giorni: dopo il voto nessun accordo politico con la Meloni e i suoi amici o il Pse si alza dal tavolo. “Il voto dei socialisti non va dato per scontato: chiedo al Ppe, siete davvero pronti a tradire la vostra storia? Meloni ha aperto le porte a Orban e Zemmour, il Ppe dove si ferma? Questa – ha aggiunto la Schlein – è una destra reazionaria, incapace di risolvere i problemi delle persone e cerca sempre un nuovo nemico”. La platea applaude, e dagli amplificatori parte ‘Bella ciao.

Ultimi pubblicati