venerdì, Marzo 1, 2024
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Protesta trattori, Zaia: è giusta ma rispettino regole o sarà torto

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“Europa è matrigna, ma no a una guerra tra poveri”

Venezia, 6 feb. (askanews) – “Gli agricoltori che protestano hanno ragione da vendere, non si discute, ma bisogna che resti nell’alveo della ragione, altrimenti è un istante passare dalla parte della ragione a quella del torto. Se ci sono violenze finisce male e la protesta si sgonfia immediatamente”. A dirlo è il presidente del Veneto, Luca Zaia, intervistato stamane a Radio Cortina sul tema della protesta degli agricoltori giunti alle porte di Roma da tutta Italia a bordo dei trattori.

“Ho già avuto modo di conoscere queste manifestazioni quando ero ministro – ha spiegato – ci sono due cose da dire: gli agricoltori protestano contro l’Europa e le proteste sono corrette. Gli argomenti che si toccano sono importanti, perché l’Europa molto spesso difende le multinazionali, difende gli Stati che non hanno agricoltura come nel nord Europa. Come si fa a fare una legge sull’agricoltura che sia pianificabile dalla Norvegia alle colline del Prosecco? – si domanda il governatore del Veneto – sono due mondi diversi. L’Italia ha 4.500 prodotti tipici, noi come Veneto 350, siamo la culla del food, l’italian sounding nei mercati mondiali vale circa 120 mld di euro, vuol dire trovare nel mondo Grana Padano che non è quello vero e che porta o scimmiotta quel nome”.

“In Italia abbiamo l’agricoltura vera – ha proseguito Zaia – c’è un’Europa matrigna che non ascolta i nostri agricoltori. Detto ciò gli agricoltori devono protestare nell’alveo della libertà e delle regole, altrimenti dalla ragione passano dalla parte del torto, è un istante. Ricordo che questi temi sono stati affrontati negli anni dalla Coldiretti. Non vorrei che questa protesta si trasformasse in una guerra tra poveri, cioè tra agricoltori, tra partigianerie perché a quel punto l’Europa vince. Siccome questa cosa l’ho già vista negli anni, mi auguro che le battaglie siano identitarie, rispettose, ma che l’obiettivo invece dell’Europa non sia la guerra tra agricoltori, altrimenti è finita”, ha concluso.

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