sabato, Marzo 2, 2024
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Oltre la metà degli italiani che usano l’AI ne presenta il lavoro come proprio

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Roma, 6 feb. (askanews) – In un’era in cui la tecnologia sta guidando il cambiamento, l’indagine “Le promesse e le insidie dell’intelligenza artificiale sul lavoro” condotta da Salesforce, l’AI CRM numero uno al mondo, rivela un’affascinante dualità nell’adozione dell’intelligenza artificiale generativa tra i lavoratori italiani. Il fascino di questa nuova tecnologia, sottolinea una nota, ha avvolto il mondo del lavoro, portando con sé sfide etiche e culturali.

Adozione dell’AI: spicca la differenza tra generazioni Il 17% dei lavoratori italiani sta già sperimentando questa innovazione sul luogo di lavoro e il 32% prevede di integrare presto l’AI nelle proprie attività. La scoperta più sorprendente? Ben la metà (54%) presenta il lavoro dell’AI come proprio, una tendenza che è particolarmente evidente tra le generazioni più giovani della Gen Z, con quattro su cinque (79%) che scelgono questa “scorciatoia”, e tra i Millennial, di cui tre su cinque (63%) seguono la stessa strada. I Baby Boomer, al contrario, si mostrano notevolmente più cauti, con solo uno su quattro (24%) che rivendica il lavoro dell’intelligenza artificiale come proprio.

Niente divieti assoluti, ma mancanza di policy condivise in tema di AI: ma la sorpresa più grande arriva dalle politiche aziendali: il 42% dei lavoratori italiani dichiara di non avere ricevuto linee guida aziendali chiare sull’utilizzo dell’AI. Un vuoto normativo che solleva questioni importanti, soprattutto considerando il 49% dei lavoratori italiani utilizza l’intelligenza artificiale generativa senza l’approvazione formale dei propri datori di lavoro.

Dall’indagine emerge infatti che questi problemi non derivano tanto da policy rigorose o divieti assoluti sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, piuttosto dalla mancanza di policy condivise a riguardo. Sebbene le aziende italiane risultino più strutturate rispetto ad altri paesi sulle linee di condotta dei propri dipendenti, manca ancora un’opinione forte sull’utilizzo dell’AI a lavoro. L’85% dei lavoratori italiani intervistati afferma che la propria azienda non abbia ancora politiche chiaramente definite circa l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa e il 42% evidenzia che non ce ne siano affatto.

Ostacoli e mancanza di formazione: le sfide dell’AI generativa in Italia. L’84% dei lavoratori intervistati riconosce nelle aziende italiane che ci siano ostacoli per un utilizzo consapevole dell’AI generativa per fini professionali. A livello globale, il 70% dei lavoratori non ha ancora ricevuto una formazione completa sull’utilizzo etico e sicuro degli strumenti di intelligenza artificiale generativa. In Italia, solo il 23% sostiene di aver ricevuto una formazione adeguata.

Ma con il 32% dei lavoratori italiani che prevede di integrare presto l’AI nelle proprie attività, è chiaro che la diffusione di questa tecnologia sarà inevitabile. Per sfruttarne appieno il potenziale, investire nella formazione dei dipendenti è cruciale, permettendo loro di affrontare i rischi e di abbracciare le opportunità che l’IA offre al percorso professionale.

“I lavoratori italiani non solo abbracciano l’intelligenza artificiale generativa senza il benestare formale delle loro aziende, ma lo fanno con la consapevolezza che l’utilizzo etico di questa tecnologia richiede programmi ufficialmente approvati”, commenta Vanessa Fortarezza, Country Leader di Salesforce per l’Italia. “Le aziende del nostro Paese dovrebbero quindi investire in strumenti di intelligenza artificiale generativa sicuri, etici e affidabili, perché i loro dipendenti sentono la necessità di dover restare al passo con i tempi ricevendo un’adeguata formazione che promuova la loro crescita professionale e la fiducia all’interno dell’azienda stessa”.

Questi dati non solo svelano un affascinante dietro le quinte dell’adozione dell’AI, ma sollevano interrogativi importanti su come le aziende stanno affrontando questa rivoluzione silenziosa nel mondo del lavoro. La chiarezza delle politiche aziendali, la formazione etica e la consapevolezza saranno chiavi per guidare la forza lavoro verso un futuro in cui l’intelligenza artificiale generativa sia un alleato, non un misterioso compagno di lavoro.

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