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Non solo spiagge: la natura e le tante culture di Mauritius

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Dalla foresta di ebano alle sabbie colorate, dal tè a Shiva

Mauritius, 9 gen. (askanews) – Mauritius è una destinazione famosa per le spiagge e l’oceano, ma è anche un’isola dove la natura è rigogliosa e caratterizza molto il paesaggio, al di là dei litorali. Per questo è interessante raccontare il turismo naturalista che la contraddistingue e i siti, come Ebony Forest, dove si lavora per la conservazione dell’ebano e della foresta originaria che, come accaduto con i dodo, è stata pesantemente messa a rischio con la colonizzazione umana e ora occupa solo l’1% della superficie dell’isola.

“Gli alberi originari – ci ha spiegato una delle guide naturalistiche della foresta – non riescono più a crescere da soli, perché dopo l’arrivo degli esseri umani sono arrivate specie esotiche che crescono dieci volte più velocemente e uccidono le piante endemiche”. Dal 2006 Ebony Forest lavora per preservare gli habitat originali e per dare vita a un santuario di biodiversità che possa rispecchiare l’ambiente naturale dell’isola prima dell’arrivo dei colonizzatori. E se qui le distese di verde sono selvagge, altrove a Mauritius ci si può imbattere invece in piantagioni verdissime di tè, come nel caso di Bois Chéri, estese su 250 ettari, dove ancora si raccolgono a mano le foglie che poi verranno lavorate nella fabbrica, per produrre tè che vengono venduti in tutto il mondo.

“Abbiamo scelto Mauritius come destinazione perché è un Paese multiculturale, ci sono culture diverse, religioni diverse e credo che si scelga di venire a Mauritius anche per questo”. Lo dice Stephan Lagesse, general manager del Dinarobin Beachcomber e del Paradis Beachcomber, due resort del gruppo alberghiero più importante dell’isola, che dal suo essere una sorta di ponte tra India e Africa sembra avere saputo prendere il meglio di entrambi i mondi. Ma la presenza indiana è forte, e in questo caso letteralmente poderosa, nel tempio Indù del Grand Bassin, dove intorno a un lago sacro sono state costruite due statue colossali di Shiva e Durga, che accolgono migliaia di persone in occasione delle feste religiose induiste.

Ma i due hotel sorgono anche ai piedi della montagna Le Morne, uno dei simboli di Mauritius, monolito di roccia basaltica alto 556 metri affacciato direttamente sull’oceano, la cui sagoma accompagna anche chi sta in mare e attraversa la sua laguna. E se qui i colori che dominano sono il blu e il verde, a Chamarel le tonalità diventano più calde in un altro dei siti turistici più noti, le Terre dei sette colori, una formazione geologica nel cuore della foresta che presenta dune di sabbia colorata: rosso, marrone, viola, verde, blu, porpora e giallo. Uno strano fenomeno che resiste anche alle piogge tropicali e continua ad attirare i visitatori.

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