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Villa La Santarella, il… comò sottosopra

Nel castello dove “rideva” Eduardo Scarpetta

 

Deliziosa villa liberty costruita per il commediografo napoletano Eduardo Scarpetta, somigliante più a un piccolo castello. Ha forma squadrata con agli angoli quattro torrette merlate che sporgono dal corpo principale. Per stessa ammissione del suo antico proprietario l’edificio somiglia a un “comò capovolto”. In tanti ci passano davanti, ma pochissimi ne conoscono la storia e, soprattutto, il passato davvero glorioso.
L’edificio prende il nome da una delle commedie di maggiore successo scritte e rappresentate da Scarpetta nel 1889, ovvero “Una santarella”. Nell’androne, una delle sue più importanti scene è riprodotta in un bassorilievo di stucco. Fu proprio con i proventi di questo successo che al commediografo fu possibile far costruire questa lussuosa villa. Tant’è vero che Scarpetta fece incidere sulla facciata una scritta, ancora ben visibile, che recita “qui rido io”, per sottolineare che, se a teatro grazie alle sue commedie la gente si divertiva, in quella “casetta” le risate se le faceva lui. Solo Scarpetta, infatti, poteva godere degli agi e delle delizie di quella casa.
Purtroppo la villa e il suo giardino non sono visitabili all’interno, ma si può provare a chiedere ospitalità a qualche condomino. La Santarella appartiene ora a privati ai quali è stata venduta dopo la morte di tutti i discendenti degli Scarpetta. Vale comunque una visita perché si trova in una zona della città molto bella ed esclusiva che, per iniziativa del Comune di Napoli, proprio da questo castelletto prende il nome. La visita alla villa potrebbe essere l’occasione per una bella passeggiata fino alla fine di via Sanfelice, luogo costellato di altri incantevoli edifici in stile liberty (XIX-XX secolo) e dal quale si gode di una vista mozzafiato sulle pendici della collina del Vomero che scende verso il mare. Solo dall’alto, infatti, si scopriranno ville e giardini segreti protetti da posizioni privilegiate. Alzando lo sguardo appare un mondo azzurro, il golfo intero, e la “bella che dorme”: Capri.

Elena Regina Brandstetter

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