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Il velo del Cristo e la leggenda della “Sindone marmorizzata”

 

In una lettera inviata a uno scienziato francese, Jean Antoine Nollet, Raimondo di Sangro scrive: “Ho fatto realizzare un Cristo con un velo talmente trasparente da stupire persino i più abili osservatori”. Questo testo ha provocato la nascita della leggenda del velo “marmorizzato”. Qualche fonte riferisce di un apposito contratto, custodito presso l’Archivio Notarile Distrettuale di Napoli, tra lo scultore Giuseppe Sammartino e il Principe in cui si racconterebbe di una sorta di “Sindone di tela tessuta”, adagiata sulla figura del Cristo e successivamente marmorizzata secondo una formula alchemica segreta elaborata da Raimondo di Sangro. Secondo le fonti ufficiali, però, la leggenda della tela marmorizzata è una pura invenzione e l’opera, in realtà scolpita su un unico, grande blocco di marmo, testimonia piuttosto una straordinaria maestria e un’inarrivabile suggestione plastica. In ogni caso, non sono note opere precedenti del Sammartino: il Cristo velato è stata la sua prima scultura, diventata famosa in tutto il mondo per la sua tecnologia costruttiva. Il vero mistero, dunque, risiede nella circostanza che il Principe di Sangro riuscì, magicamente, ad ottenere dagli artisti che operarono all’interno della Cappella dei risultati mai più raggiunti nel corso della loro carriera.

Perchè la targa di marmo della Pudicizia è spezzata?

La statua della Pudicizia di Antonio Corradini rappresenta la madre di Raimondo de Sangro, Cecilia Gaetani d’Aragona, morta all’età di vent’anni (il 26 dicembre 1710) quando il Principe aveva appena undici mesi di vita. Alcuni credono che la tavola retta dalla statua sia spaccata a causa di un crollo o di uno scadente restauro. Nulla di tutto questo. Osservando con attenzione i margini spezzati della tavola si noterà che sono anch’essi scolpiti. Segno che la lesione è voluta, ed anzi ha una forte valenza simbolica: rappresenta infatti la vita spezzata. Quella di una madre morta prematuramente, nel rimpianto di un figlio che non ha potuto conoscerla. Ma l’intento di celebrare Cecilia Gaetani non basta a spiegare il significato di questa incredibile scultura. La donna che traspare dal velo è interpretabile come allegoria della Sapienza, e pare chiaro il riferimento alla velata Iside, dea prediletta dalla scienza iniziatica. A conferma di ciò una lunga tradizione ritiene che la Pudicizia sia posta nel medesimo luogo in cui si ergeva la statua di Iside nella Neapolis greca. E, a ulteriore prova, è accertato che lo scultore Corradini fosse affiliato alla massoneria.
Anche in quest’opera, come nel Cristo morto, ritorna il tema del velo. Tutte le figure velate della Cappella rappresentano la conoscenza esoterica che è celata agli occhi dei profani e della moltitudine, e che può essere svelata solo agli iniziati.

 

Elena Regina Brandstetter

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