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Un tempio egizio a Napoli

L’originale (e nascosto) Mausoleo Schilizzi

Percorrendo via Posillipo, dietro un monumentale cancello, si trova, immersa in un parco, una splendida costruzione in stile neoegizio. È il Mausoleo Schilizzi o Mausoleo di Posillipo, sconosciuto ai più. Il nome ha origine dal suo committente, Matteo Schilizzi, un ricco banchiere di Livorno trasferitosi a Napoli, che volle costruire un enorme e importante sacrario per la sua famiglia. I lavori iniziarono nel 1889, sotto la guida del celebre architetto Alfonso Guerra che progettò gli spazi con gusto eclettico, ispirandosi agli stilemi orientali tanto cari al committente. Osservando la struttura, infatti, sono ben visibili gli elementi tipici dell’arte egizia e araba, in una profusione di cariatidi e angeli ieratici, colonne a fiore di loto e simboli tratti dal repertorio geroglifico, frammisti a simboli cristiani. Una scenografica cupola in stile siriano completa l’opera, rendendo ancora più originale l’intero complesso.
Dopo otto anni dall’inizio dei lavori il cantiere fu chiuso perché troppo oneroso e tutto fu abbandonato fino al 1923, quando il Comune di Napoli acquistò l’immobile per trasferirvi le tombe dei militari morti durante la I Guerra Mondiale, destinandolo, successivamente, a mausoleo per i caduti di tutte le guerre. I lavori di adattamento furono seguiti da Camillo Guerra, figlio di Alfonso, il quale riadattò alcuni spazi rendendoli maggiormente fruibili, sistemando la zona presbiteriale e completando le decorazioni interne.
L’edificio è circondato da un bel parco ricco di piante d’alto fusto che rendono lo spazio austero e romantico al tempo stesso.

Elena Regina Brandstetter

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