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“Un teatro in riva al mare”

 

Fondazione culturale De Felice, Palazzo Donn’Anna

Nessun altro edificio di Napoli è stato così prepotentemente attraversato dalla storia come lo è stato Palazzo Donn’Anna, dalla grandiosità dei fasti della corte vicereale di Anna Carafa e Ramiro Gusman, alle devastazioni dei rivoluzionari capeggiati da Masaniello. Già fabbrica di oggetti di cristallo, oggi questo straordinario spazio barocco è la sede della Fondazione De Felice, nata in esecuzione della volontà di Ezio De Felice, architetto, docente universitario, esperto in restauro e unanimemente considerato dalla critica uno dei caposcuola della museografia italiana. Si promuovono incontri culturali, mostre e visite guidate al teatro seicentesco e all’articolato sistema di grotte scavate direttamente nella roccia di tufo :questa sezione sotterranea fu realizzata da Cosimo Fanzago per consentire alle imbarcazioni della nobiltà ospite di Anna Carafa di raggiungere il Teatro e prendere parte alle sfarzose feste della corte del viceré, i cosiddetti “spassi di Posillipo”.

La Fondazione possiede anche un importante patrimonio librario e un interessante archivio fotografico.

Nel 1636 furono celebrate a Napoli, nella zona di Chiaia, le nozze tra don Ramiro Gusman duca di Medina de las Torres e donna Anna Carafa della Stadera, principessa di Stigliano. A seguito di quest’evento, i due sposi decisero di far costruire una reggia privata in riva al mare da contrapporre a quella ufficiale e affidarono l’incarico all’architetto Cavalier Cosmo Fansaga.
Nel 1644, mentre l’ala orientale era in via di completamento, il re Filippo IV richiamò a Madrid don Ramiro: Palazzo Donn’Anna rimase così incompiuto, come ancora oggi si mostra nella facciata verso la città.

Elena Regina Brandstetter

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