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Un paradiso naturalistico nascosto

Riserva naturale statale di Vivara

L’isolotto di Vivara, collegato a Procida da un ponte, è stato inaccessibile per molti anni. Ora, solo in determinate occasioni, è possibile effettuare un’affascinante visita su quest’isoletta dalle peculiari caratteristiche geomorfologiche, vulcanologiche, botaniche e faunistiche.
Vivara è la porzione occidentale d’un antico cratere vulcanico emerso dal mare circa 70.000 anni fa: si sviluppa su un’area di 0,32 chilometri quadrati per un perimetro di poco più di tre km. Si suppone che molto tempo fa fosse unita con Procida.
Dopo aver attraversato il ponte ci si imbatterà in una lunga rampa di gradini (costruita in onore della principessa Maria José che espresse il desiderio di visitare l’isola) e si proseguirà lungo il sentiero fino al centro dell’isolotto, dove sorgono una casa padronale e una casa colonica.
La passeggiata prosegue fino alla “Casa circolare”, da cui è possibile ammirare una spettacolare vista sull’intero golfo di Napoli.
Da molti anni l’isolotto è completamente disabitato, sebbene recenti scavi archeologici abbiano confermato una presenza umana a Vivara nell’età del bronzo. Sono state ritrovate anche ceramiche micenee.
Verso la metà del XVIII secolo il re Carlo di Borbone fece dell’isolotto una sua riserva di caccia, popolandola di fagiani, conigli e caprioli.
Nel 1977 fu stipulata una convenzione tra l’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Campania e l’Unione Trifoglio, un’associazione naturalistica con intenti educativi, che per 16 anni, cioè fino al 1993, ha svolto sull’isolotto, volontariamente e gratuitamente, opera di guardianìa, salvaguardia ed educazione dei giovani. L’associazione fu presieduta da Giorgio Punzo, docente in pensione, appassionato naturalista e fondatore anche della LENACDU, la Lega Nazionale Contro la Distruzione degli Uccelli poi divenuta LIPU; egli si impegnò personalmente nell’opera di studio, protezione e valorizzazione dell’ambiente naturale.
Nel 2001 è entrata nel Guinness dei primati grazie al ponte tibetano più lungo del mondo, costruito dall’associazione Sportchallengers tra il promontorio di Santa Margherita a Procida e l’isolotto. Il ponte, lungo 362 metri, fu realizzato tra il 2 e il 10 luglio 2001.
Nel 2002 l’isola è diventata una Riserva naturale statale e Sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale. Vivara è attualmente gestita dal Comitato di gestione permanente della riserva naturale statale Isola di Vivara ed è di proprietà della Fondazione Albano Francescano.

 

Elena Regina Brandstetter

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