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Il teatro di Teanum Sidicinum

Una meraviglia sconosciuta

Il teatro romano di Teano, riaperto dopo un lungo periodo di chiusura, è uno spettacolare tesoro nascosto: sono visibili l’intera superficie della cavea e, poco oltre, la metà dell’edificio scenico.
E’ il più antico teatro d’Italia la cui cavea era completamente sostenuta da un sistema di volte: faceva parte di un complesso architettonico costituito da una grande terrazza artificiale sulla quale sorgeva anche un tempio dedicato probabilmente ad Apollo.
Il teatro ebbe due principali fasi architettoniche. La prima risale all’ultimo ventennio del II secolo a.C. (120-100 a.C.) con potenti muri di sostegno a volta che prolungarono scenograficamente il ciglio della collina che domina il sito (sono visibili all’interno dell’ambulacro superiore) e costituirono la base di appoggio per la cavea interamente costruita su curvature, all’interno delle quali vi sono dei passaggi a servizio delle gradinate.
L’orchestra era a forma di ferro di cavallo, planimetria tipica dei teatri ellenistici. Alla fine del II secolo d.C., la cavea fu ampliata a danno dei muri di sostegno ellenistici, sino a raggiungere un diametro di 85 m. circa. Ove possibile le strutture più antiche furono inglobate in quelle più recenti; al di sopra dei passaggi che immettevano nell’orchestra furono costruiti i due tribunalia riservati ai magistrati. Fu eretto un imponente edificio scenico rettilineo con fronte costituita da architravi in marmo bianco e colonne dei più vari e preziosi marmi dell’Impero, parte dei quali sono allineati nell’area archeologica.
Davanti all’edificio scenico vi era una profonda fossa per le attrezzature da spettacolo, chiusa da travi di legno sulle quali si trovava il pavimento ligneo del pulpitum da dove gli attori recitavano. Davanti ci sono i fori per la collocazione del sipario che nei teatri antichi non calava dall’alto, ma sorgeva dal basso.
Al Teatro di Teano è dedicato un intero settore del bellissimo Museo archeologico di Teanum Sidicinum (Piazza Umberto I 29, Teano, tel. 0823 657302) con plastici ricostruttivi, resti architettonici e grandiose sculture.

 

Elena Regina Brandstetter

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