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Una stupefacente sequenza di stanze completamente affrescate

Palazzo Caracciolo di Avellino

Visitare il Palazzo Caracciolo di Avellino e attraversare, a passi lenti, la spettacolare sequenza di stanze completamente affrescate da Giacomo Del Po (1654-1726), al primo piano, è un’esperienza che lascia davvero stupefatti. Come per magia, ci si sentirà trasportati in una dimensione fantastica popolata di figure, disegni, geometrie.
Il richiamo degli affreschi a uno spazio aperto e illusoriamente sfondato spiega la decorazione “totale” che investe sia le pareti che la copertura a volta.
Un’atmosfera unica che, congiunta al fascino delle opere di arte contemporanea esposte, conquista il visitatore.
L’edificio, di fondazione quattrocentesca, ospitava il convento delle monache benedettine di S. Potito, poi acquisito da Camillo Caracciolo (1563-1617) che lo ampliò riutilizzando le preesistenze conventuali.
Il Palazzo Caracciolo di Avellino, che solo più tardi assumerà questa denominazione, fu realizzato ai primi del Cinquecento Era uno dei più importanti insediamenti residenziali nel centro antico della città, con una stratificazione che va fino al Settecento. Fu dapprima dei Gambacorta, quindi dei Caracciolo de’ Rossi, prima di passare al ramo collaterale dei prìncipi di Avellino.
Nel palazzo abitò Torquato Tasso dal 1550 al 1554, come ricorda anche la lapide collocata sulla facciata principale dell’edificio. Il padre di Torquato, Bernardo Tasso, trasferendosi a Napoli acquisì un appartamento del palazzo appartenente ai parenti della moglie, Porzia de’ Rossi. L’ala del palazzo dove abitò Tasso oggi non esiste più a causa dei bombardamenti che colpirono duramente la città durante la Seconda Guerra Mondiale. La parte superstite dell’edificio si estende attualmente su una superficie di circa duemila metri quadri su cinque livelli.
Acquistato, in tempi più recenti, dal medico e collezionista napoletano Maurizio Morra Greco per farne la sede della Fondazione “Morra Greco”, il palazzo dal 2015 è stato oggetto di un intenso piano di ristrutturazione e restauro per consentirne la rivalorizzazione e la trasformazione in un complesso espositivo-museale.

 

Elena Regina Brandstetter

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