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Real Museo di Mineralogia

Real Museo di Mineralogia

 

Uno dei luoghi in assoluto più spettacolari di Napoli è senza dubbio il Real Museo di Mineralogia, istituito nel 1801 da Ferdinando di Borbone. Entrare nel suo salone monumentale, che occupa i raffinatissimi ambienti della Biblioteca tardoseicentesca del Collegio Massimo dei Gesuiti, provocherà un immediato moto di meraviglia.

Tra i 25.000 reperti esposti, alcuni vere rarità, spiccano alcuni esemplari di minerali che, provenendo da miniere europee ormai estinte, sono introvabili. Nella collezione Grandi Cristalli spicca la coppia di cristalli di quarzo ialino del Madagascar di 482 Kg, donata a Carlo III di Borbone nel 1740.
La Collezione Vesuviana, nata nei primi anni dell’Ottocento e unica al mondo, comprende alcune grandi “bombe” di lava scagliate in aria dal vulcano napoletano per effetto di antiche eruzioni.

Nella Collezione dei Meteoriti è esposto anche un frammento di siderite di sette chili e mezzo, rinvenuto nel 1784 a Toluca (Messico).

Affascinanti e singolari alcuni cammei tipici dell’artigianato napoletano intagliati su pietra lavica e le medaglie coniate con la lava del Vesuvio, fra cui spiccano quelle del 1805 riproducenti i profili di Ferdinando IV e Maria Carolina.

E’ inoltre esposta una testa di satiro in marmo bianco di Carrara con quarzo, scolpita da Antonio Canova.

Nel 1845 il Museo fu sede del VII Congresso degli Scienziati Italiani che vide la straordinaria partecipazione di ben 1611 scienziati.

Nel 1848, dopo la concessione della Costituzione da parte di Ferdinando II, le prime riunioni della Camera dei Deputati si svolsero proprio nel sontuoso salone monumentale.

 

Elena Regina Brandstetter

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