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Il pozzo barocco e l’orologio a sei ore

Palazzo del Conservatorio dello Spirito Santo

Certamente le migliaia di persone che percorrono quotidianamente la famosa via Toledo non conoscono due particolari della nuova Facoltà di Architettura dell’Università Federico II ospitata nel Palazzo del Conservatorio dello Spirito Santo. Se infatti è frequente osservare la grandiosa facciata del fabbricato prospiciente il cortile, in pochissimi si soffermano sul bellissimo orologio a sei ore “alla romana” che si erge sulla facciata contornato da una splendida cornice e da un bassorilievo raffigurante una ghirlanda di foglie, al di sopra della quale sporge una testa di leone.
Al centro del cortile si erge un bel pozzo di epoca barocca, rifinito da un’elegante struttura in ferro battuto.
Il Conservatorio era una delle strutture, frequenti in città, destinate all’accoglienza e alla cura di ragazze povere. Fu edificato tra il 1563 e il 1569 per volere degli Illuminati dello Spirito Santo che, con i fondi ricavati dalla vendita di un terreno, ricevettero l’autorizzazione di Papa Pio IV ad iniziare la loro benefica attività. Se il progetto iniziale fu di Pietro di Giovanni, è a Mario Gioffredo che si deve l’ampliamento della chiesetta a lato, costruita insieme al Conservatorio e la cui cupola spicca per la sua raffinata fattura.
Nel 1590 la Congregazione religiosa poté aprire anche un Banco dei Pegni, aumentando moltissimo i propri introiti. Se non altro fino a quando il re Ferdinando I non decise di abolire sia gli Ordini religiosi che i Banchi. E così il palazzo venne affidato al Banco di Napoli che, almeno fino al 1856, continuò a utilizzarlo come Conservatorio e ad ospitare giovani donne.

Elena Regina Brandstetter

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