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Il più piccolo museo della tipografia

 

Officina d’arti grafiche Carmine Cervone

 

Chiamarla tipografia (con annesso piccolo museo) sarebbe un po’ riduttivo: in realtà quello di Carmine Cervone, ospitale maestro dell’arte dell’incisione della carta, è un piccolo mondo antico. E il lieto fine di una storia densa di tradizione e creatività tutte napoletane.

Giunto alla terza generazione di tipografi, nel 2001 Carmine decise di rimettere in sesto dei vecchi macchinari per la stampa e dar vita ad una tipografia completamente artigianale: ha riportato in vita macchine di fine ‘800-inizio ‘900 (Heidelberg, Mandelli, Italtype), oggi perfettamente efficienti, provenienti da Germania, Italia, Inghilterra, e persino dei torchi tipografici di metà Ottocento. Sono macchinari imponenti, e completamente manuali: ecco perché, qui, ogni libro sarà unico, e mai perfettamente uguale ad un altro.

Con la stampa digitale”, spiega Carmine, “la carta di fatto viene cotta, mentre con la stampa artigianale si esercita l’antichissima arte del lasciare un segno, dell’incidere la carta. Io voglio tenere viva un’antica e riconosciuta tradizione che ha reso famosa Napoli nel mondo”. Inoltre, per il cliente, i costi rimarranno gli stessi di una stampa prodotta con tecnologie più moderne.

Al centro della bottega campeggia una Linotype per la composizione meccanica: ogni lettera di un testo è pazientemente collocata al suo posto dall’artigiano, volta per volta, riga per riga. Grazie ad una poltroncina mobile, Carmine cambia la sua postazione davanti ai vari macchinari, mentre nell’aria si spande un sentore di inchiostro e carta che richiama antiche atmosfere, tipiche di tempi non impostati sulla velocità a tutti i costi e la standardizzazione dei processi produttivi.

Da questi macchinari escono così dei piccoli capolavori come libri d’artista, eleganti quaderni, raffinati frontespizi, stampe d’arte.

Nel piccolo ma completo museo della tipografia adiacente alla bottega, dove Carmine sarà felice di accompagnare chiunque ne faccia richiesta, sono conservati un torchio del 1840, strumenti per la stampa, macchine antiche, fogli di carta pregiata, strumenti per la composizione e singole lettere metalliche di ogni misura e tipo.

 

Elena Regina Brandstetter

 

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