Rossella e l’erede al trono
3 Novembre 2017
‘Cinque in pagella’, i voti tutti in napoletano di Napoli-Manchester City
3 Novembre 2017
Mostra tutto

I numeri del calcio: Con le grandi o con le piccole

Il Napoli perde troppi punti con le piccole, il campionato si vince con le piccole. Questo il refrain che si ascolta ogni qualvolta che in tv opinionisti, giornalisti ed addetti ai lavori vari cercano di fare analisi costruttiva sui difetti da limare degli azzurri, per arrivare a coronare il sogno tricolore, atteso ormai da tanti, troppi anni. Nel calcio tutto quanto viene espresso sul campo da gioco, in un mix di tecnica, tattica, fortuna e sfortuna, alla lunga si traduce sempre in numeri, ed i numeri fanno statistica, e la statistica può essere analizzata. Ogni ragionamento critico deve avere un fondamento statistico.

Lo sforzo che si vuole fare con la rubrica “i numeri del calcio” è esattamente questo. Dare sostanza ai ragionamenti attraverso i numeri. E dunque appare necessario verificare se la massima “il campionato si vince con le piccole” ha un reale fondamento.

Di seguito la classifica finale dello scorso campionato, edizione 2016-17. La Juve sopravanza la Roma di 4 ed il Napoli di 5 punti. Non c’è bisogno di commentarla, è nota, scritta, acquisita. Si può analizzarla.

In un campionato a 20 squadre con 3 punti per vittoria, essendo 38 le gare da disputare per ognuna delle contendenti, in teoria sono a disposizione 114 punti, quota del punteggio pieno se mai vi fosse una squadra capace di vincerle tutte. Per puro esercizio si può leggere la classifica per differenza, verificando dunque ogni squadra quanti punti ha perso per strada. Ed è chiaro che il titolo lo vince chi perde meno punti.

Risulta dunque evidente che il Napoli nel corso del campionato ha lasciato per strada 28 punti, 1 in più della Roma, 5 in più della Juventus vincitrice del suo sesto scudetto consecutivo (è bene ricordarlo, tornerà utile più avanti), ma ben 14 in meno della Lazio, classificatasi al quarto posto.

Il passaggio successivo sta nell’andare a verificare dove sono stati persi questi punti, estendendo la ricerca anche alle squadre che hanno preceduto il Napoli. È utile includere ed evidenziare anche gli scontri diretti fra le prime 3 classificate della scorsa serie A.

Si evidenzia immediatamente come l’ordine di classifica tra andata e ritorno sia praticamente ribaltato.

Andando oltre, tra parentesi è riportata la posizione di classifica finale di ciascuna delle avversarie contro le quali sono stati lasciati punti per strada. Orbene, se sulla base della classifica finale si considerano “grandi” le prime 3 (distacco finale contenuto in 6 punti, ossia 2 partite, la metà tra gli scontri diretti relativi in una speciale classifica avulsa a 3 (anche questo particolare tornerà utile successivamente), “medio-grandi” le classificate tra il quarto e l’ottavo posto, “piccole” tutte le altre, l’esercizio matematico suggerisce che:

Dunque, con le cosiddette piccole tutte hanno perso punti, la Juventus esattamente 3 in meno di Roma e Napoli, in sintesi ha sbagliato 1 sola partita in meno alle contendenti per il titolo.

Con le medio-grandi il cammino delle prime della classe è stato praticamente equivalente, con il Napoli in vantaggio di un solo pareggio rispetto alle altre. Dato significativo è che nelle 10 gare con le medio-grandi  sono andati perduti gli stessi punti svaniti nelle 24 giocate con le piccole. In questi 2 blocchi la Juve complessivamente la Juventus risulta aver perso solo 2 punti in meno del Napoli, 3 in meno della Roma.
Tuttavia se nella classifica finale la distanza tra Juventus e Napoli è stata di 6 punti,  (5 tra Juventus e Roma), ed il Napoli risulta avere 1 punto in meno rispetto alla Roma (quel punto che è valso la differenza tra il secondo ed il terzo posto, in soldoni tra il preliminare Champions e l’accesso diretto ai gironi), mentre nel conto dei punti perso con tutte le altre partecipanti 17 squadre di serie A era addirittura in vantaggio di 1 punto, i conti non quadrano. Qualcosa comincia a scricchiolare nel ragionamento che “lo scudetto si vince con le piccole”.

Allora qualcosa di importante e significativo per la determinazione della classifica finale, per l’assegnazione dello scudetto, per decidere chi dovesse passare per la ghigliottina del preliminare Champions, deve essere successo negli scontri diretti fra le 3 grandi della serie A 2016-17.

Ed ecco un mini torneo giocato a 3, con relativa classifica avulsa.

La classifica delle prime 3 con tutte le altre vedeva  1° Juve, 2° Napoli (-2 punti), 3° Roma (-3 punti).

È in questo mini torneo che viene riscritta la storia di tutto il campionato.

Il Napoli aveva da recuperare 2 punti alla Juve, ma ne perde ulteriormente 3: in sostanza esce con un divario di 3 punti in sole 4 partite, quando ne aveva persi solo 2 nelle restanti 34. Non solo, nelle stesse 4 gare perde 2 punti dalla Roma, sulla quale era in vantaggio di 1 nel computo delle restanti 34 gare.

Facendo un ulteriore passaggio, Roma e Napoli si pareggiano nello scontro diretto andata e ritorno, in cui ognuna va a battere l’avversaria in trasferta. La Roma sarà avvantaggiata per la sola differenza reti (4-3).

Juventus e Roma si pareggiano nel doppio confronto diretto con una vittoria casalinga a testa, con ancora i giallorossi in vantaggio per la differenza reti (3-2).

Allora quei 3 punti di distacco dalla Juve nella mini classifica gli azzurri li smarriscono nel solo scontro diretto allo Juventus Stadium (da quest’anno ribattezzato Allianz Stadium). In sostanza il campionato del Napoli viene deciso in un’unica gara, Juventus-Napoli 2-1.

Per puro esercizio sarebbe bastato ad invertire il risultato allo Stadium in un Juventus- Napoli 1-2 per riscrivere totalmente la storia del campionato. Togli 3, metti 3.

Napoli primo, Juventus seconda, Roma ai preliminari Champions.

Abbiamo scoperto che il campionato si è deciso negli scontri diretti fra le prime 3. Per ognuna 4 partite che assegnano 12 punti. Le restanti 34 gare sono state interlocutorie, determinando una distanza minima ampiamente colmabile negli scontri diretti.

Cadono in serie i teorema “il Napoli perde punti con le piccole”, “lo scudetto si vince con le piccole”.

Assume forza il dogma “il campionato si decide negli scontri diretti, dove ogni partita vale 6 punti, 3 a mettere, 3 a togliere”.

Ed è bene ricordare che la Juventus dei 6 scudetti consecutivi ha fatto incetta di punti soprattutto negli scontri diretti. Ed ha costruito le sue fortune soprattutto allo Stadium, dove in 6 anni ha lasciato pochissimi punti. Nessuno al Napoli, che ne è sempre uscito sconfitto.

Atteso che la differenza fra le prime della classe e le restanti è così grande che la caccia al tricolore passerà necessariamente per gli scontri diretti. E chi vuole assaltare al trono della Juventus deve andare necessariamente a prenderselo a casa sua.

Lo scudetto passa dallo Stadium

I numeri non mentono, mai. Gli opinionisti dalle opinioni opinabili sì, a volte, spesso.

 

Antonio Sieno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *