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A Napoli c’è un archivio fotografico eccezionale

L’Archivio fotografico Carbone

 

Saltare dagli anni Venti al boom economico del dopoguerra; incontrare Ernest Hemingway e il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, Sofia Loren diciassettenne e Totò che sorride tra la gente in via Chiaja; e ancora Benedetto Croce, Eduardo De Filippo, Clarke Gable, Charlie Chaplin, Orson Welles; oppure incrociare lo sguardo degli scugnizzi che si tuffano in mare dalla banchina di via Caracciolo, o i pescatori che sistemano le reti a Mergellina: è possibile rivivere tutto questo visitando lo splendido Archivio fotografico che conserva le foto realizzate in 50 anni di carriera dal fotografo Riccardo Carbone.
Nato a Napoli nel 1897, ha raccontato la sua città attraverso le pagine de “Il Mattino”: primo fotografo accreditato come giornalista, convinse l’allora direttore Scarfoglio a dare maggiore spazio alle immagini considerandole così vero e proprio materiale giornalistico. Nacque così, a Napoli, tra le prime città in Italia e in Europa, la figura del fotoreporter.
Oggi l’archivio contiene circa 500.000 negativi, oltre a migliaia di stampe e lastre di vetro. Tra le fotografie più antiche quelle che documentano la visita di Benito Mussolini a Napoli e Ischia nel 1924 o lo scultore Vincenzo Gemito che lavora al busto di Raffaele Viviani nel 1926.
C’è la Napoli degli anni ’30, con la visita di Hitler in città; la Napoli dolente della guerra e dell’immediato dopoguerra. Ci sono le vite di ogni giorno e i grandi eventi, personaggi famosi e gente comune. Tutto quotidianamente raccontato fino al 1973, conservato e archiviato in 1.000 scatolini di cartone, ognuno dei quali contiene una dozzina di servizi fotografici.
Una galleria di immagini ricchissima, un patrimonio unico che rischiava di perdersi e che ora è stato salvato dall’oblio grazie all’Associazione Riccardo Carbone nata allo scopo di proteggere e valorizzare questo immenso patrimonio fotografico.
In Archivio è sempre presente una piccola mostra permanente oltre a una virtuale realizzata attraverso foto-proiezioni. E’ possibile acquistare stampe, libri fotografici, cofanetti con cartoline: i fondi raccolti saranno reinvestiti dall’Associazione per il progetto di catalogazione dell’intero Archivio.

 

Elena Regina Brandstetter

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